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Foto: la firma della carta di Corfù in Grecia

Foto: la firma della carta di Corfù in Grecia

Dopo quelle di Atene e Venezia siglata la carta di Corfù per il patrimonio fortificato

Insieme alla dichiarazione nasce la rete “Forti che Uniscono – Faro per i Forti”. Primi firmatari il Comune greco e Marco Polo System sui bastioni della vecchia fortezza veneziana

Firmata la carta di Corfù per la valorizzazione del patrimonio fortificato tra i bastioni della vecchia fortezza veneziana, lo scorso 27 novembre. Insieme alla dichiarazione, nasce la rete “Forti che Uniscono – Faro per i Forti”. Primi firmatari il Comune greco e Marco Polo System. La Convenzione di Faro dà le coordinate strategiche per gli aderenti. 

La mostra e la sigla

A conclusione dell’inaugurazione, avvenuta il 17 novembre, della mostra fotografica sulle architetture militari dell’Alto Adriatico, il sindaco di Corfù Konstantinos Nikolouzos e il fondatore del gruppo europeo veneziano Marco Polo System Pietrangelo Pettenò hanno apposto le prime firme alla dichiarazione internazionale, che per esteso porta il titolo di “Carta di Corfù per la valorizzazione del patrimonio fortificato”. Il primo articolo definisce chiaramente quale sensibilità anima la carta di Corfù, che prende avvio dal comune riconoscimento dell’“importanza fondamentale del patrimonio fortificato e delle architetture militari per la nascita, l’evoluzione e il futuro dei territori che li ospitano. L’ispirazione deriva dall’analisi e dalla condivisione di principi espressi in altri documenti internazionali, come le carte di Atene e di Venezia, la convenzione europea sul paesaggio e la Charter Icomos sulle fortificazioni. 

Valorizzazione e tutela

Attraverso la carta di Corfù tale concetto acquista un significato più esteso, dando una dimensione “sconfinata” alle azioni di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio fortificato. Ogni territorio che ospiti nei sui confini architetture militari come fortezze, rocche, torri, bastioni diventa così parte di una comunità che si estende in tutto il bacino euro-mediterraneo e attraversa i secoli, trovando in tale patrimonio un potente elemento di unione, che fa da piattaforma per progetti congiunti di sviluppo.

Forti che uniscono

La rete “Forti che Uniscono – Faro per i Forti” fa da tessuto connettivo e strumento operativo per realizzare i principi della carta. Il network ha preso vita ieri negli stessi istanti della carta di Corfù, che ospiterà la sede della rete, mentre Marco Polo System avrà ruolo di gestione e coordinamento. La mostra, realizzata dal Geie veneziano in collaborazione con il Comune e la Soprintendenza, grazie all’essenziale sostegno della sovrintendente Tenia Rigakou, e l’ente locale Dopap, con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana d’Atene, rientra nel cartellone di Tempo Forte. L'iniziativa culturale dell’ambasciata lascerà la “Perla del Levante” il 2 dicembre, per riprendere nella dirimpettaia Igoumenitsa a metà dicembre e proseguire in terra greca fino all’estate 2019. Erano presenti anche la vicegovernatrice regionale Nicoletta Pandì e il Console onorario d’Italia a Corfù Giancarlo Bringiotti. 

Riavvicinare le comunità

«Ciò che è progettato per difendere dall’esterno diventa motore di dialogo, scambio e sviluppo. I forti che uniscono lo fanno in quanto propulsori di idee e azioni, che riavvicinano le comunità al proprio patrimonio. La carta di Corfù rappresenta un avvenimento storico di rilievo fondamentale per il patrimonio fortifico e per la diplomazia culturale», commenta Pettenò, a cui fa eco il sindaco Nikolouzos: «Corfù, che per secoli ha rappresentato sia un crocevia strategico per persone e merci, oggi diventa la base di una rete che guarda al futuro valorizzando il passato e dandogli nuova vita, proseguendo lo strettissimo rapporto con Venezia».
 

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