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Case di riposo, archivio

Case di riposo, archivio

Case di riposo, Regione: «Strategia basata su controllo, testing e misure igienico-sanitarie»

Il report dei contagi e ricoveri per Ulss. Tavolo dell'assessore Lanzarin con le parti sociali, Cgil: «Misure non adeguate all'urgenza»

La Regione del Veneto sintetizza il quadro epidemiologico degli ospiti e degli operatori delle residenza per anziani (Rsa), in una tabella per Ulss di appartenenza:

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Sulle case di riposo è intervenuta la dottoressa Francesca Russo del dipartimento di prevenzione della Regione Veneto nell'aggiornamento della situazione Covid del presidente Luca Zaia, oggi, venerdì 11 dicembre. I dati sui contagi e i ricoveri nelle case di riposo «vengono raccolti e tracciati quotidianamente su una reportistica a parte. La strategia fin dalla prima ondata è stata impostata lungo tre filoni principali. La regolamentazione degli ingressi nelle strutture, con riguardo ai visitatori e ai tamponi somministrati all'ingresso, il testing di ospiti e operatori, e infine le indicazioni igienico-sanitarie. La somministrazione dei tamponi è aumentata e contiamo di rafforzarla ancora», ha detto Russo. Ad oggi nelle Rsa il personale è sottoposto a tampone due volte alla settimana, mentre gli ospiti ogni 20 giorni». 

Il tavolo con i sindacati

«Apprezziamo la convocazione da parte dei direttori regionali delle Rsa, ma ci pare che le iniziative da adottare per le strutture per anziani non rispondano all’urgenza del momento», ha commentato Stefano Bagnara, segretario regionale Funzione Pubblica (Fp) Cgil Veneto, al termine dell’incontro di venerdì con l'assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin. Il sindacato torna a chiedere: assunzione immediata da parte delle Ulss di tutti gli infermieri neolaureati che non hanno avuto la possibilità di partecipare al concorso e ampio scorrimento delle graduatorie che usciranno dal concorso in atto; tamponi molecolari a lavoratori e ospiti; istituzione di strutture Rsa Covid dedicate «che ospitino gli anziani positivi e asintomatici. Le strutture Rsa non sono nelle condizioni di mantenere le aree distinte e “covid-free”, non per incapacità ma per logistica e tipologie di strutture», per Fp Cgil che aggiunge alla lista il monitoraggio e controllo dei dispositivi di protezione. «Si sarebbero dovute attrezzare per tempo le strutture ospedaliere, investire nel potenziamento delle Usca, prevenire il dilagare del virus nelle Rsa e nelle case di riposo, investire sul personale medico, infermieristico e ausiliario - commenta il segretario regionale Articolo Uno - Sarebbe il caso che il Veneto ammettesse di avere sbagliato».

 

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