Dal primo luglio partono i centri estivi ai nidi

Replica dell'assessore alle Politiche Educative del Comune di Venezia a Cgil e Uil. «Concentriamoci sull’obiettivo per la gioia dei bambini e la soddisfazione di molte maestre che hanno partecipato»

Centri estivi, foto di archivio

Il primo luglio il Comune parte con i centri estivi ai nidi. «L’ultimo dpcm, quello dell’11 giugno, blocca ancora nidi e scuole d’infanzia, ma consente l’apertura dei centri estivi, anche 0-3 - spiega l'assessore alle Politiche Educative Paolo Romor - Entrano quindi in gioco il regolamento comunale (articolo 20) e il contratto nazionale delle educatrici. Il servizio andrà avanti per quattro settimane. Apriremo in 21 dei nostri 27 nidi (gli altri sei sono oggetto di lavori di manutenzione che bisogna fare in estate, ma i bimbi troveranno spazio in un nido vicino). Circa 320 i bambini che si sono iscritti per il servizio di luglio».

Rapporto numerico

Il decreto del governo prevede un rapporto insegnante-bambini pari a 1 a 5. Si tratta, precisa l'assessore, dell’indicazione proveniente dal comitato scientifico competente a livello nazionale, «da considerare massimamente tutelante per tutti. In nessuna parte delle linee guida si prevede di separare fisicamente i bambini. La nostra organizzazione prevede di dedicare sempre la stessa maestra agli stessi bambini e di riservare una zona con giochi e presidi sanitari, ma certamente senza chiudere i bambini in gabbie o recinti».

Sanificazioni e manutenzione

Il ruolo dell'educatrice in sovrannumero, pronta per eventuali sostituzioni, è quello previsto dalle linee guida ministeriali, ribadisce Romor. «Tutti i giardini, che sono quelli che tutti gli anni vengono regolarmente utilizzati per i centri estivi a luglio, sono stati preparati dal punto di vista della cura del verde con ripetuti sfalci di erba in ogni nido. Tutte le scuole sono state sanificate durante la chiusura; ora è prevista una ulteriore sanificazione a ridosso della riapertura, perchè più è vicina nel tempo più è efficace, e poi due sanificazioni giornaliere, «quando per le linee guida ne basterebbe una», che comprende locali, mobili, giochi, ecc. 

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Indennità

«Nessun decreto o dpcm prevede presupposti che possano giustificare l’indennità di rischio. Saranno impiegati tutti i dispositivi di protezione dei lavoratori previsti (gel igenizzante, mascherine, guanti). Abbiamo autonomamente previsto, in aggiunta, camici e visiere - precisa Romor - Concentriamoci tutti sull’obiettivo importante: il primo luglio aprono le nostre strutture per la gioia di tanti bambini che potranno tornare a giocare insieme e per la soddisfazione di molte maestre che ci hanno comunicato la voglia di riprendere e hanno anche partecipato, con i loro consigli, alla programmazione della ripartenza».

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