Come approfittare del tempo libero per migliorarsi e riscoprire valori perduti

Qualche consiglio per far diventare il periodo di "quarantena" un'occasione da cogliere e non un limite

«Non abbiamo poco tempo, la verità è che ne perdiamo molto». Le parole di Seneca nel suo De Brevitate Vitae sembrano avere più risonanza che mai in questo particolare momento storico. E se di tempo adesso ne avessimo più che abbastanza, saremmo comunque in grado di perderne o di non sfruttarlo al meglio? Cosa potrebbe accadere se usassimo questa pausa dal cosiddetto negotium per allenarci, allenare la mente, riprendere in mano quel progetto lasciato nel cassetto, riflettere, studiare, tornare a usare la fantasia, imparare a stare da soli, imparare a stare con gli altri, dare di nuovo valore alle relazioni? 

Ecco qualche spunto sui concetti su cui puntare per cercare di riscoprire valori perduti, migliorarsi e trasformare per quanto possibile, quello che potrebbe sembrare un limite, in un'opportunità.

Scoprire il potere della disciplina e della costanza

Darsi delle regole e rispettarle è già difficile nella vita di tutti i giorni, figuriamoci in un periodo che ci permette di stare a casa nel pieno ozio. Non cadere nella pigrizia più totale può diventare un’impresa ma possiamo prendere questo momento che ci accomuna tutti come sfida con noi stessi per imparare due grandi valori spesso sottovalutati da una società che punta tutto sulla novità, sul godersi l'attimo e avere tutto e subito, quello dell’autodisciplina e della costanza. Disciplina, dopotutto, vuol dire “imparare”, “apprendere dominando i propri istinti” ed è solo questa, insieme alla costanza (il "saper stare con il proprio obiettivo") che può portarci a sviluppare al massimo il nostro potenziale e raggiungere risultati che, magari oggi, non riusciamo neanche a immaginare di poter ottenere. Perché non approfittarne? Alla fine è quello che si fa al buio che ci mette in luce.

Tornare a dare valore all’immaginazione

Saper usare la propria mente per creare immagini è una grande abilità che, oggigiorno, è andata drasticamente scemando a causa della facilità con cui si possono reperire informazioni o essere intrattenuti con qualsiasi mezzo tecnologico. Il bello della fantasia, però, è che, se sappiamo usarla, riesce a intrattenerci anche se siamo da soli e non abbiamo niente da fare perché, come dice la sua etimologia, è in grado di "mostrare" ciò che non riusciamo a vedere fisicamente. Fantasticare è un'ottima risposta alla noia, è un valido allenamento per il cervello, è un aiuto allo sviluppo della memoria. Ora che di tempo ne abbiamo da vendere, torniamo a dare sfogo alla fantasia, a insegnare ai bambini a immaginare storie e a divertirsi anche solo con questo.

Portare avanti quel progetto rimasto nel cassetto

Quanti di noi hanno nella mente un progetto mai realizzato che hanno lasciato stare per mancanza di tempo da dedicargli o perché la vita si è sempre messa in mezzo? Ora, per un po’ di tempo, la vita così come la conosciamo si prende una pausa, allora, perché non riprendere in mano quell’idea sopita e portarla in vita una volta per tutte? Perché non dedicarsi a una passione accantonata e migliorare le proprie prestazioni? Che sia scrivere un libro, imparare a suonare uno strumento, comporre una canzone, realizzare un mobile in legno, creare un proprio sito web questo è il momento giusto per farlo. Bisogna saper essere in grado di riconoscere quando la vita ci regala il momento giusto da dedicare alla creazione di un'opera.

Rispolverare i classici greci e latini

La maggior parte delle risposte ai tormenti dell’uomo contemporaneo si trovano nei classici greci e latini. Riprendere in mano la mitologia, Seneca, Omero, Catullo può essere una grande fonte di ispirazione, di riflessione, riscoperta di sé stessi, dei valori profondi e un modo per evitare di commettere quegli errori fatali che hanno afflitto le vite dei protagonisti delle storie tramandate da due delle più grandi culture mai esistite.

Dovremmo tornare a imparare l'arte dell'oratoria da Lisia, dare ascolto a Seneca quando ci dice che vivere secondo natura è l'unica via per la felicità, imparare il senso della coerenza da Socrate, capire l'inutilità della vendetta dagli errori di Medea, imparare, dall'errore fatale di Orfeo, a non volere tutto e subito, farci insegnare il valore della fedeltà da Penelope, ispirarci alla temerarietà di Ulisse. Dopotutto, non serve a questo la letteratura? 

Imparare a stare con se stessi 

Essere costretti a trascorrere molto tempo con se stessi non è detto che sia un male. Al contrario, poter imparare a conoscersi, a capire ciò che si vuole e cosa, invece, non si è disposti più ad accettare, conoscere i propri limiti, accettare i propri difetti, imparare ad amarsi è un grandissimo traguardo che solo il tempo che si dedica alla propria cura interiore può regalare. Pertanto, imparate a stare bene con voi stessi per poter essere pronti, una volta tornati a condividere la vita con gli altri, a scegliere i rapporti giusti da portare avanti e a interrompere quelli che, invece, sarebbe meglio portare a termine.

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