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Martedì, 7 Dicembre 2021
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I veneziani dei barchini sbarcano al cinema. Pienone al Rossini per il film sui giovani di Sant'Erasmo

Grande successo di pubblico per Atlantide, il film di Yuri Ancarani debuttato al cinema veneziano con un evento di tre giorni. Tanti giovanissimi in sala per un film che parla dell'adolescenza in laguna tra corse in barchino e disillusioni

Prenotazioni esaurite in pochissimo tempo, grande attesa per una storia che svela gli aspetti più concreti della vita veneziana e una sala gremita di giovanissimi che tornano a popolare e far rivivere, con entusiasmo, il cinema in città. È grande l'attesa per Atlantide, il nuovo film di Yuri Ancarani sulla "Venezia dei barchini" debuttato al cinema il 22 novembre con un evento di tre giorni al Rossini. Grande anche il successo di pubblico che ha portato il multisala veneziano ad dover estendere le proiezioni del lungometraggio fino a domenica 28 novembre per la grande richiesta del pubblico.

Yuri Ancarani porta i veneziani dei barchini sul grande schermo e riesce nella sua impresa, riportare i giovani al cinema e parlare a una generazione che sembra non essere interessata più a niente. Atlantide, presentato alla 78° Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione Orizzonti, attira curiosi, giovani, adulti, appassionati di cinema e non, veneziani, "foresti". Sono tutti incuriositi da una storia che punta tutto sulla rappresentazione di una realtà senza filtri, mettendo in mostra cosa c'è dietro quella patina di bellezza con cui viene mostrata Venezia ma che non rivela tutto quello che c'è dietro un'estetica perfetta. Atlantide è un film. di suoni e immagini, quasi muto, dove ogni cosa che viene detta esce spontaneamente dalla bocca dei protagonisti che non sono altro che persone comuni. Atlantide racconta la "periferia" veneziana, mette le radici della sua sceneggiatura in quelle di un'isoletta della laguna veneziana fino a fonderle insieme. Un'isola fatta di adolescenti di una generazione che non viene più ascoltata, notata e a cui non viene più dato motivo per credere di poter realizzare i propri sogni. La decadenza della società si specchia nella decadenza di una città che galleggia sull'acqua ma sprofonda sempre un po' di più.

Atlantide colpisce non tanto per la bellissima fotografia e colonna sonora ma perché è un film che rompe gli schemi del cinema convenzionale. Ha attori che non sono attori, non ha un urico genere che lo rappresenta, sembra un documentario ma non lo è, inizia seguendo una linea narrativa convenzionale e poi deraglia in direzioni inaspettate, folli, oniriche, contrastanti. È uno spaccato della Venezia autentica, concreta, la Venezia dei giovani che la vivono e in cui diventano adulti disillusi, la Venezia dei ragazzi col barchino che sfrecciano in laguna per cercare di essere i più veloci e alleviare, così, i loro drammi esistenziali. 

«Ho scelto di raccontare una parte poco nota di Venezia pur non essendo veneziano perché mi ha sempre affascinato questa città e le sue contraddizioni - commenta Yuri Ancarani, presente in sala insieme agli attori del film - sentivo il bisogno di lavorare con i giovani e parlare a loro. Il mio film, infatti, è un invito agli adolescenti a non smettere di sognare e, allo stesso tempo, un campanello d'allarme per gli adulti che hanno perso la capacità di ascoltare i loro figli e credere nelle nuove generazioni»

Venezia, in Atlantide, appare distorta, surreale, protagonista di un sogno psichedelico. Viene mostrata la sua decadenza, la sua bellezza, le sue crepe, i suoi problemi sociali, i suoi dilemmi politici. Ci sono le barche dal motore truccato, le grandi navi, l'acqua alta, lo spaccio di droga, le corse in barchino per scappare ai controlli, le morti giovanili. 

Atlantide è un film che osa portando sul grande schermo tutto quello che non si può dire, o sapere ufficialmente di Venezia, quello che si cerca di celare dietro una cartolina fatta di immagini perfette e dall'esposizione che ne accentua i colori. In un'ora e quaranta, Yuri Ancarani, dopo tre anni di immersione totale nella vita di Sant'Erasmo, arriva a produrre un film che è un vero e proprio azzardo ma che funziona e che arriva dritto dove c'era bisogno che arrivasse.

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