Giovedì, 29 Luglio 2021
Attualità

#IoApro anche a Venezia, ma con un'iniziativa di sensibilizzazione

Anche nella città lagunare alcuni ristoratori e titolari dei locali aderiscono alla protesta, ma con uno spirito diverso: «Una serata di informazione e divulgazione»

Una serata dedicata all'informazione e alla sensibilizzazione, insieme ad alcuni avvocati che parleranno di tutela legale dei diritti costituzionali relativamente alle decisioni prese dal Governo di limitare l'attività di bar e ristoranti e non solo, specialmente nelle ultime settimane, a causa dell'emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid 19. E' l'iniziativa lanciata dai titolari di due locali di Venezia, il  «Bacaretto Bistrot Il Siciliano» e il «Bacaro Quebrado», nell'ambito della «protesta» partita negli ultimi giorni a livello nazionale. 

L'incontro, in programma venerdì 15 gennaio alle 17.30, prevede l'apertura ai clienti dei due locali per un aperitivo e un collegamento con Zoom per ascoltare gli interventi di Tiziana Rettaroli (introduzione e presentazione), Andrea Della Puppa (I ristoratori a Venezia), Leonardo Facco (Il Grande Reset: segnali d’allarme), l'avvocato Alessandro Fusillo (Tutela del lavoro ai tempi di Dpcm) e l'avvocato Bruno Moscarella (O la legge o le norme, siamo ad un bivio). Una serata che - ci tengono a precisare gli organizzatori - dovrà essere svolta rispettando le regole sul distanziamento e indossando la mascherina e che «nulla ha a che vedere con il negazionismo - spiega Marco Accardi, titolare del Baccaretto Bistrot Il Siciliano -. L'emergenza c'è, esiste e va contrastata ma, forse, andrebbe gestita diversamente sul piano del lavoro? Siamo chiusi e limitati da troppo tempo, anche riaprire adesso risulterebbe difficile per noi che lavoriamo in una città come Venezia, che meriterebbe, tra l'altro, una gestione a sè».

A questo evento, Marco Accardi e il collega del Bacaro Quebrado pensavano da tempo, già da prima che venisse lanciata l'iniziativa #IoApro. «Abbiamo approfittato dell’evento nazionale per fare questo incontro informativo la stessa sera, ma io personalmente non aderisco al movimento e non aprirò a oltranza come molti in Italia hanno annunciato che faranno - continua Accardi -. Mettiamo a disposizione i nostri locali per una serata di divulgazione che può essere utile per tutti».

Peraltro, le stesse associazioni di categoria hanno sottolineato di non essere d'accordo con eventuali iniziative di "disobbedienza". Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Veneto, spiega: «La rabbia che attraversa il settore è più che comprensibile, tuttavia una protesta come quella ideata dal movimento #ioapro rischia di essere non solo sbagliata, ma controproducente». D'altra parte, Franceschi aggiunge che «è insensato e ingiustificato accanirsi contro attività che, quando rispettano le linee guida e i protocolli, sono perfettamente sicure: pensare addirittura ad ulteriori restrizioni, come limitare l’asporto alle 18.00, è una pazzia». Simile la posizione di CNA Veneto, riportata dal portavoce Mirco Froncolati: «Capisco il senso di esasperazione ma non credo che questa forma di protesta sia adeguata al momento che stiamo vivendo. La protesta, se civile e non violenta è più che legittima, ma va fatta senza trasgredire le regole. Nel frattempo ciò che dobbiamo richiedere con forza è che quanto ci è stato assegnato dai diversi decreti venga erogato subito».

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