Quasi cento defibrillatori in ogni angolo della città, Jesolo è località cardioprotetta

La diffusione capillare dei dispositivi permette, secondo Comune e Ulss 4, di ridurre i pericoli legati ad arresti cardiaci improvvisi. Bacino d'utenza: oltre 5 milioni di persone all'anno

Circa 26 mila residenti e oltre 5 milioni e 250 mila presenze turistiche annuali: numeri importanti per una realtà come Jesolo, che deve dare risposte ad esigenze di sicurezza, non solo legate alla prevenzione dei reati, ma anche sanitarie, di tutti coloro che vivono e trascorrono del tempo nella località. Da oggi cittadini ed ospiti di tutte le età hanno una garanzia in più per una vita ed una permanenza tranquilla. Jesolo è infatti città cardioprotetta grazie ad un nuovo progetto realizzato dall’amministrazione comunale e dall’Ulss 4 Veneto Orientale.

Come funziona

Lungo tutto il litorale ed il centro storico sono stati collocati numerosi dispositivi DAE (defibrillatori automatici esterni) che, in caso di arresto cardiaco improvviso, possono fare la differenza nella tempestività del soccorso ed aiutare a salvare una vita. Un’iniziativa che per giungere a questo importante traguardo ha attraverso diversi passaggi: dapprima con la fase di studio e l’individuazione dei luoghi in cui posizionare i dispositivi, seguita poi dall’effettiva installazione dei primi 14 DAE, 10 dei quali acquistati dalla stessa amministrazione comunale. Ora il terzo passaggio, con la copertura dell’intero territorio, in modo flessibile per rispondere alle diverse esigenze della stagionalità e la realizzazione di una apposita mappa pieghevole, aggiornabile di anno in anno in caso di estensione della rete di cardioprotezione.

Dispositivi salva vita

“A confermare l’importanza di questo presidio sono i numeri - ha spiegato il direttore dell'uLss 4 Veneto Orientale, Carlo Bramezza -. Ogni anno in Italia, oltre 50 mila persone sono vittime di arresto cardiaco improvviso. Il rapido intervento con rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione nei primi 3-5 minuti dall’inizio dell’arresto, può portare ad un tasso di sopravvivenza fino al 50-70%; le probabilità calano invece del 10-12% per ogni minuto di mancato intervento. Se utilizzato in tempo utile, da persone formate, il DAE, assieme alla rianimazione cardiopolmonare può quindi raddoppiare o triplicare la probabilità di sopravvivenza”.

Dove si trovano

In tutto sono 98 i dispositivi presenti su tutto il territorio, 4 dei quali donati dall’associazione Veneto Chioschi e dal Comitato civico di piazza Marconi. Sono posizionati in luoghi pubblici, piazze, impianti sportivi, palestre, piscina comunale, lo stadio Picchi e presso le strutture stagionali di accoglienza, sorveglianza e salvataggio come hotel, villaggi turistici, IAT, discoteche e discobar, parco Aqualandia, torrette di salvataggio e capanni di primo soccorso in arenile. L’ubicazione dei DAE è indicata nella mappa pieghevole, che consente inoltre di sapere se sono accessibili tutto l’anno, solo durante la stagione balneare o durante gli orari di attività delle strutture. Dei 98 defibrillatori presenti, 15, indicati nella mappa con il colore blu, sono attivi tutto l’anno, a cui se ne aggiungono altri 14, indicati in giallo, presso strutture aperte durante gli orari di attività. Altri 63 DAE sono disponibili stagionalmente a copertura dell’intero territorio assieme ad ulteriori 6 dispostivi, indicati con il colore rosso crociato, collocati nei capanni di primo soccorso sparsi su tutto l’arenile. Il prossimo passaggio vedrà l’avvio della formazione per rendere più persone possibili, capaci di utilizzare il presidio.

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