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Foto: patriarca Moraglia, immagine d'archivio

Foto: patriarca Moraglia, immagine d'archivio

Auguri da Moraglia ai lavoratori del Petrolchimico, ma c'è dolore: «Troppe morti bianche»

La messa prenatalizia del patriarca mercoledì mattina. Nell'omelia l'invito alla fiducia e alla speranza con l'augurio di «relazioni più calde, solidali e fraterne anche nei luoghi di lavoro»

Messaggio del patriarca Moraglia ai lavoratori del Petrolchimico di Porto Marghera mercoledì, nel corso della messa prenatalizia celebrata al carcere maschile veneziano di Santa Maria Maggiore. Nel testo il cenno alle morti bianche (crescenti nel Veneto) e l’invito alla fiducia e alla speranza con l’augurio di «relazioni più calde, solidali e fraterne anche nei luoghi di lavoro».

Incidenti mortali

«Carissimi lavoratori e carissime lavoratrici del Petrolchimico di Porto Marghera - esordisce Moraglia -, desidero trasmettervi innanzitutto la mia stima. Sono poi vicino a quanti sono tribolati per motivi personali, familiari, di salute o per l’incertezza e le fatiche del lavoro. Il Natale ci dice, nel modo più forte, che Dio è vicino a tutti e non ci abbandona mai. Le cronache di questi giorni ci raccontano spesso di eventi tragici, di difficoltà e di timori. Un fatto che mi fa soffrire e preoccupa, e che riguarda direttamente il mondo del lavoro, sono le morti bianche. Il Veneto è la regione in cui si registra il maggior incremento di tali incidenti rispetto all’anno scorso».

«Responsabilità verso il territorio»

«Sento l’esigenza di sottolineare l'impatto che ogni organizzazione e impresa economica (industriale, commerciale, del campo dei servizi o del turismo) deve avere nei confronti del territorio dove è impiantata - dice il patriarca -, e che qui attraversa le variegate realtà di Porto Marghera, della terraferma mestrina e della Riviera del Brenta, del centro storico di Venezia e del Litorale. Ogni azienda, insomma, non è mai un'isola ma è continuamente chiamata a rapportarsi in modo virtuoso con il territorio circostante a cui offre molto in termini di risorse e potenzialità ma da cui anche riceve molto».

Giovani e anziani

«Ricordo quanto ha recentemente rilevato l’Anmil (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro): "I numeri mostrano chiaramente che se, da un lato, sono i giovani a pagare il prezzo della precarietà e dell’incertezza, dall’altro sono i lavoratori più anziani a sopportare il peso di condizioni di lavoro spesso logoranti". È essenziale che quanti hanno responsabilità nella vita economica, sociale e politica di un territorio sappiano compiere scelte sagge e ragionate, capaci di offrire prospettive di lavoro, di sviluppo e di benessere integrale a beneficio delle persone e delle famiglie, anche nelle situazioni più complesse e travagliate - conclude il vescovo -. Rinnovo, dunque, l’augurio che, con le prossime feste del Natale, si accenda per noi una luce di speranza. Buon Natale a tutti».

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