Consorzio Venezia Nuova, resta alta la preoccupazione per l'occupazione

Martedì si sono incontrate organizzazioni e rappresentanze sindacali, amministratori straordinari, Thetis e Comar. «Verso un unico organismo di gestione e manutenzione del Mose»

Mose, archivio

Una struttura unica per la gestione e manutenzione del Mose. Ma quale sarà il destino delle società e dei dipendenti che, fino a questo momento, hanno ruotato attorno al sistema, cioè Consorzio Venezia Nuova, Thetis e Comar, e i lavoratori? Ne hanno discusso martedì, a un tavolo interaziendale, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, le Rsu, le società e gli amministratori straordinari. Obiettivo: fare chiarezza sul commissario unico introdotto poco tempo fa dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Nel decreto sblocca cantieri un emendamento ne ha previsto infatti la nomina per la supervisione della fase di completamento, collaudo e avviamento del Mose. Il successivo riferimento del ministro a una tassa di scopo per finanziare l'operazione ha poi scatenato il rifiuto di Comune e Regione: «Non pagheranno nè i turisti, né, tantomeno, i cittadini». Il 20 giugno tutti gli attori tornano al tavolo.

La struttura

«Prevista anche la costituzione di un’apposita struttura pubblica - scrive il ministero delle Infrastrutture e Trasporti in una nota - , con partecipazione e capitale sociale di ministero delle Finanze, dei Trasporti, ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e del Turismo, ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto, Città metropolitana di Venezia, Comune di Venezia e Autorità di sistema portuale, che dovrà coordinare l’esecuzione e l’affidamento delle attività di gestione e manutenzione del sistema Mose».

L'opposizione

In linea con i «no» anche l'opposizione. «Una nuova, generica e confusa tassa di scopo finalizzata al finanziamento della gestione del Mose - la nota di Nicola Pellicani del Pd -, il governo ci sta prendendo in giro. Chiedere un contributo straordinario in nome della specialità di Venezia è un conto, altra cosa è fare di Venezia una città a pagamento. Sono stati capaci di far lievitare le spese di palazzo Chigi per la presenza di due vicepresidenti del Consiglio e non riescono a far di meglio che tassare ulteriormente i turisti. Chiederemo che il governo riveda questa copertura».

Preoccupazione

Martedì, nella sede del Consorzio Venezia Nuova, si è fatto riferimento alla nuova struttura non solo come gestore del Mose, ma anche come soggetto per il monitoraggio, la salvaguardia e la tutela della laguna di Venezia. A fronte di questa presentazione i sindacati hanno manifestato la forte preoccupazione per i livelli occupazionali del Consorzio, di Thetis e Comar, e la necessità di valorizzare le professionalità esistenti, riqualificandole se necessario per metterle in grado di inserirsi nel nuovo assetto. Le sigle hanno fatto sapere che ci saranno delle assemblee nei luoghi di lavoro per decidere come procedere.


 

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