Martedì, 18 Maggio 2021
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Comunali: rottura definitiva e nessuna intesa, anzi no. "Tutti convocati a inizio luglio"

Dopo 12 ore di trattativa alla Carbonifera giovedì, non c'è stata alcuna fumata bianca. Se non si troverà un accordo l'11 luglio si esprimeranno i giudici sul contratto siglato con la Cisl

Nessuna fumata bianca dopo 12 ore di trattativa: tornano a farsi agitate le acque in fatto di contratto decentrato dei lavoratori comunali. A meno di colpi di scena improbabili, la parola definitiva l'avranno i giudici amministrativi, che si esprimeranno sulla validità o meno del contratto siglato tra il Comune di Venezia e la sola Cisl, avverso il quale le altre sigle sindacali hanno presentato ricorso.

Fronti distanti

"Come Cgil, Csa Ral, Diccap e Uil - dichiarano Daniele Giordano (Cgil), Sergio Berti (Csa), Luca Lombardo (Diccap) e Mario Ragno (Uil) - non possiamo che denunciare come la rottura delle trattative sia di totale responsabilità dell’amministrazione, che non vuole riconoscere il punto di vista dei lavoratori e la piattaforma sindacale". Dall'altra parte, invece, Ca' Farsetti risponde con un calendario di possibili incontri la prossima settimana per trovare un'intesa: "Nessuna rottura, l'amministrazione comunale resta seduta al tavolo - dichiara l'assessore Paolo Romor - Forse dopo 12 ore di discussione la stanchezza ha predominato. Nonostante alle 2 di notte la parte sindacale si sia alzata dal tavolo, abbiamo confermato il metodo serrato per proseguire il confronto per il triennio 2018-2020. Non comprendiamo il comunicato fatto e comunque non raccogliamo le provocazioni, forse qualcuno vuole ritirarsi e rompere la trattativa. Se ne assumerebbe tutta la responsabilità". Secondo il Comune sarebbe stata inviata la convocazione per le parti trattanti per martedì 3, giovedì 5 e lunedì 9 luglio.

I nodi da sciogliere

Tra i nodi del contendere le modalità di distribuzione delle risorse del fondo per il contratto decentrato, che Ca' Farsetti vorrebbe collegare a giudizi meritocratici, mentre i sindacati intenderebbero allargare al massimo la platea dei dipendenti coinvolti. Dopo ripetute rotture e poi un inizio di dialogo tra le parti dopo un faccia a faccia in Prefettura, dunque, si è tornati al punto di partenza. Con i sindacati (esclusa la Cisl) che lasciano aperta la porta a ogni forma di pressione sul Comune per indurlo a tornare sui suoi passi: "Adesso si riprende il confronto con i lavoratori senza escludere nulla, perché non ci arrendiamo", ha concluso Daniele Giordano in un post su Facebook.

Uno dei volantini "digitali" pubblicati dai sindacati dopo la rottura delle trattative

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"Volevano tenerci a un tavolo inconcludente"

"Come parte sindacale eravamo disponibili a continuare senza sosta la trattativa per arrivare ad un accordo - continua la nota congiunta dei sindacati - ma abbiamo dovuto prendere atto che invece si voleva l’ennesimo rinvio per portare il tavolo e la discussione a ridosso dell’udienza del giudice del lavoro dell’11 luglio e costringerci a chiedere, a quel punto, l’ennesimo rinvio della sentenza. Un gioco che serve solo alla giunta Brugnaro per tenerci a un tavolo inconcludente che salva l’amministrazione dall’ennesima condotta antisindacale. Ieri notte, seppure non soddisfatti, stavamo provando a costruire mediazioni su temi importanti come la valutazione, la mobilità, la distribuzione della performance e che potevano trovare una composizione dentro ad un quadro generale che superasse il contratto separato. Ci siamo trovati di fronte invece un’amministrazione che ancora una volta chiedeva un rinvio".

"Siamo al 66% dell'accordo"

Di tutt'altro avviso l'assessore Romor che bolla come "pretestuose tattiche sindacali" il comunicato congiunto diramato in queste ore dai rappresentanti dei lavoratori: "Da una parte si fa finta di trattare, dall'altra contemporaneamente si fa ricorso al giudice - attacca - si continua a provocare l'amministrazione, con comunicati e volantini pubblici, ed attaccare quei lavoratori e quelle forze che credono nel merito e continuano a confrontarsi sulle questioni concrete, senza pregiudizi e strumentalizzazioni. E’ proprio per quei lavoratori e quelle forze che continuiamo a credere nella trattativa. Siamo al 66% dell'accordo - conclude - sono fiducioso che, procedendo, completeremo il lavoro".

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