Attualità Giudecca

Il "violino di Noè" galleggiante porta nel mondo l'arte e la musica di Venezia FOTO

L'imbarcazione a forma dello strumento ad archi è opera dello scultore veneziano Livio De Marchi. Il varo sarà a settembre. «Simbolo della rinascita di Venezia, diffonderà le note di Vivaldi». Lavoro congiunto fra l'artista, Venezia Sviluppo e le consorziate, e Cna

Il Violino di Noè è un'imbarcazione a forma di strumento ad archi nata dall’idea artistica dello scultore Livio De Marchi e che oggi, a un anno di lavoro che ha coinvolto e messo assieme l'impegno di maestranze, cantieri, imprese, associazioni e cittadini, è stata presentata nell'area dell'ex cantiere navale Lucchese alla Giudecca. Dodici metri e mezzo di legno, in parte lavorato a mano, un'opera sbalorditiva, un simbolo della rinascita di Venezia, hanno detto gli autori, che porterà nel mondo ciò che di più caro c'è nella città: l'arte, la cultura e la musica, con le note di Vivaldi a riempire l'atmosfera della laguna. 

Consorzio Venezia Sviluppo ha sostenuto quest’opera, mettendo a disposizione il materiale, la tecnologia, il piazzale, le gru, e le persone, assieme a Cna, l'associazione veneziana degli Artigiani e delle Pmi e le consorziate: Pitteri impianti, falegnameria Maschio, Cantiere Chia, Ammiana, Alilaguna Mdm restauri e il cantiere Toffolo che fornirà il motore elettrico per l'imbarcazione. «Come Noè mise gli animali a bordo dell'Arca per salvarli, noi diffonderemo l'arte attraverso la musica su questo violino», spiega De Marchi. A settembre è previsto il varo in laguna che ospiterà due coppie di musicisti del Conservatorio Benedetto Marcello che suoneranno in memoria di Vivaldi. Probabile la sua presenza alla Regata storica. «Il violino girerà il mondo perché è fatto di parti che si possono staccare e trasportare», spiega lo scultore.

«Anche gli artisti hanno sofferto la pandemia e non sono stati risparmiati dagli effetti collaterali - ha detto Leone Zanovello, presidente di Venezia Sviluppo -  con ripercussioni sull’intera società. La risposta, naturale come quando il nostro corpo combatte un’infezione e ci viene la febbre, è l’arte.
L’arte di chi ancora vive e concretizza ogni sforzo per la sua città, dando il proprio contributo affinchè il lascito alle nuove generazioni si congiunga tra opera e idea». L’idea del De Marchi è stata sviluppata a partire dal mese di novembre: in piena zona rossa, quando la diminuzione del lavoro era ormai una triste quotidianità. Proprio "grazie" a questo calo del lavoro, il Consorzio e Livio De Marchi hanno potuto intraprendere questa sfida e focalizzare il loro lavoro su qualcosa che normalmente esula dalle proprie competenze: la creazione di un violino galleggiante (il più grande del mondo). Ispiratore e "regista" di De Marchi è il figlio Mattia, erede dell'estro paterno. «Un'opera simbolo della ripartenza per dire che Venezia è viva, produttiva ed è capace di tramandare saperi e riprodurre nel mondo la grandezza di questa città», ha commentato Roberto Paladini, direttore Cna.

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