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Edili Venezia: "Noi in difficoltà, problemi da risolvere e opportunità da cogliere"

Ance: "L'economia è tornata a girare ma nel settore la crescita non c'è. I finanziamenti non si traducono in opere, la tassazione pesa e il Codice degli Appalti ostacola le imprese"

La ripresa economica c'è, ma nel settore delle costruzioni, secondo l'Ance Venezia, stenta a ingranare. Varie le difficoltà che l'associazione sottolinea, molte anche le opportunità che possono essere colte, "grazie all'impegno delle istituzioni".

Comparto chiave

"Le costruzioni sono uno dei pochi settori capaci di moltiplicare il reddito e la ricchezza - scrive Ance -. Le infrastrutture sono uno degli elementi sui quali si costruisce e poggia la ricchezza di un Paese. Nelle ultime leggi di bilancio c’è stato un aumento degli investimenti in costruzioni. Ma questo non si è tradotto in nuovo lavoro per le imprese. Non basta stanziare fondi in bilancio, se non c’è poi la capacità di trasformare velocemente i finanziamenti in opere e in cantieri. E’ di martedì la notizia che stanno arrivando i fondi della Legge speciale per Venezia. Ma non possiamo pensare che questi fondi siano destinati esclusivamente al recupero o alla salvaguardia delle strutture fisiche di parti della città antica o della terraferma".

"Pensiamo che, pur nel pieno rispetto delle norme, si debbano preferire quelle procedure che sono in grado di assicurare la ricaduta di questi fondi sull’imprenditoria del territorio, e quindi sui lavoratori e sulle famiglie che su questo territorio vivono. Lo stesso discorso vale per i fondi del bando per le periferie e per quelli per le Città Metropolitane. Oggi questo non avviene e purtroppo i risultati si vedono: per esempio, molte procedure negoziate del Comune di Venezia, anche di importo consistente, vedono pochi partecipanti malgrado la “fame” di lavori che c’è in giro, segnale evidente che c’è qualcosa che non torna nei criteri di scelta delle imprese da invitare (ha senso invitare un’impresa di Corleone per un appalto a Pellestrina?)". Le normative non aiutano. In particolare quelle sui lavori pubblici sono norme fondate sul sospetto e sulla presunzione che le imprese siano centri di corruzione e di malaffare e questo non aiuta".

Codice degli Appalti

I Comuni e le altre amministrazioni hanno bisogno di aiuto e di collaborazione per districarsi nella selva di norme complicate. E Ance Venezia è disponibile e pronta - scrive l'associazione - ad offrire questa collaborazione. Ma la situazione determinata dal Codice degli Appalti è gravissima. Molte norme sono di difficile applicazione, i provvedimenti attuativi del Codice sono in gravissimo ritardo, le gare latitano, i pagamenti hanno ancora tempi lunghissimi, le pubbliche amministrazioni risultano ingessate rispetto agli innumerevoli adempimenti formali loro richiesti. Siamo sempre i primi a richiamarci all’Europa e alle norme comunitarie, ma poi abbiamo una disciplina del subappalto che non esiste in nessun Paese europeo, e che è in contrasto con i principi comunitari. Sui ritardati pagamenti la Commissione europea ha appena aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia". La richiesta dell'Ance è quella di: "rifondare la normativa sugli appalti su basi che non siano quelle di pubblica sicurezza, favorendo la semplificazione amministrativa, la correttezza di comportamenti e l'efficiente realizzazione delle opere di cui il Paese ha bisogno".

Anomalie del sistema

"Nel nostro Paese - proseguono gli edili - le imprese sono chiamate a sostituirsi allo Stato in una serie di compiti. Per esempio la responsabilità solidale grava sull’appaltatore per i pagamenti che il subappaltatore (e ora anche il subfornitore) deve fare nei confronti dei suoi dipendenti per le retribuzioni e i contributi: in una parola se il mio subappaltatore non paga i suoi dipendenti, oltre a lui risponde anche la mia impresa. Siccome lo Stato non è in grado di fare i necessari controlli, li deve fare l’impresa e sull’impresa ricadono tutte le relative responsabilità. Lo stesso per quanto riguarda l’obbligo per l’appaltatore di pagare l’Iva dovuta dal subappaltatore. Un’altra anomalia tutta italiana riguarda le imprese in crisi che ricorrono al concordato con continuità aziendale, e all’uso distorto che spesso viene fatto di questo istituto. 
La legge prevede infatti la possibilità che l’impresa in crisi e che ha potenzialità di ripresa, qualora sussistano certi requisiti, possa proseguire l’attività anziché chiudere. Ma questa condivisibile finalità si è tradotta nei fatti in un sistema “legale” per non pagare fornitori, subappaltatori e altri creditori".

E sull'occupazione ci sono i dati: "Dal 2008 il nostro settore ha subito un’emorragia di circa 700.000 occupati, 66.000 solo nel Veneto, nella sostanziale indifferenza di tutti e nel silenzio di coloro che quei lavoratori avrebbero dovuto tutelare. Lunedì scorso i sindacati hanno proclamato uno sciopero per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Ma è tempo di capire che la tutela del lavoro nasce dalla tutela dell’impresa e che quindi le battaglie a tutela del lavoro sono battaglie anche nostre, e per vincerle bisogna remare tutti nella stessa direzione".


Mose

"Molte imprese, facenti parte del Consorzio Venezia Nuova e che per il Consorzio hanno lavorato, continuano a non essere pagate - sottolinea Ance Venezia -, e si trovano quindi in una grave situazione di difficoltà che si ripercuote in maniera molto pesante sulla capacità di pagare gli stipendi e mantenere l’occupazione. Il caso Mantovani è solo il primo e più eclatante, ma temiamo che parecchi altri emergeranno presto se la situazione non dovesse cambiare. Sul fronte della gestione del Mose plaudiamo all’idea di un’Authority con Regione, Città Metropolitana e Ministero delle Infrastrutture,  - precisa l'ente -, con compiti di indirizzo e di monitoraggio. A suo tempo avevamo anche proposto al Ministro Delrio la candidatura e il coinvolgimento di Ance Venezia, convinti come eravamo, e siamo, che anche il mondo delle imprese possa svolgere un ruolo importante in questa partita. La nostra disponibilità è massima anche su questo fronte".

Casa e fisco

"Una volta la casa era un bene rifugio, la forma di investimento per eccellenza. Oggi, per effetto della tassazione immobiliare esorbitante, per il proprietario è diventata solo un costo. I dati sull’aumento delle compravendite immobiliari sono incoraggianti, anche perché favoriti dalla ripresa dell’erogazione dei mutui alle famiglie. Proprio per questo sarebbe grave e controproducente insistere con una tassazione così elevata.
La leva fiscale – usata in maniera intelligente – può diventare un elemento importante nella riqualificazione edilizia e urbana. 

Ci vuole più coraggio anche da parte degli amministratori pubblici. Bisogna passare dalla riqualificazione della singola unità abitativa o del singolo edificio alla sostituzione edilizia (demolizione e successiva ricostruzione) di più fabbricati o di intere porzioni del territorio cittadino".

Alberghi

"Sulla costruzione di nuovi alberghi a Mestre – tema al centro di un acceso dibattito negli ultimi mesi – va detto che è un dato di fatto che la domanda di ricettività turistica su Venezia è in costante aumento e che è evidente che il centro storico non è in grado di fronteggiare tutte le nuove richieste. E’ quindi inevitabile che tale richiesta si sposti sulla terraferma più vicina e, a Mestre, nelle aree di più agevole collegamento con il centro storico, che sono proprio quelle intorno alla stazione ferroviaria. Questi nuovi insediamenti possono essere visti come un fattore positivo e di sviluppo del territorio. 
In primo luogo perché la nuova offerta alberghiera appare qualificata e di livello medio-alto. In secondo luogo perché queste nuove strutture insisteranno su una delle zone più degradate di Mestre, tristemente al centro delle cronache per squallore e marginalità.  La presenza dei nuovi alberghi darà quindi un forte impulso a quel processo di rigenerazione urbana – da tutti auspicato – che abbina la riqualificazione delle aree a una migliore qualità della vita della cittadinanza, anche in termini di recupero della sicurezza. 

Porto e aeroporto

"I territorio veneziano si sta dimostrando attrattivo di importanti capitali ed investimenti, anche internazionali - afferma Ance Venezia -. Questa circostanza, abbinata agli importanti investimenti che nei prossimi anni coinvolgeranno ad esempio il porto e l’aeroporto, aprirà importanti opportunità che bisognerà saper cogliere per tradurle in un’occasione di rilancio per l’edilizia e quindi per l’intera economia del nostro territorio".

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