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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Ance sul Mose: «Funziona, ma se le imprese non sono pagate nessuno alzerà le dighe»

Si è tenuta questa mattina la consueta conferenza stampa di fine anno dell'associazione dei costruttori edili: punto su crisi dell'edilizia, Mose, Superbonus e Recovery Plan

Il Mose funziona ed è un dato di fatto, «ma molto c'è ancora da fare». A sottolinearlo è stato oggi il presidente di Ance Venezia Giovanni Salmistrari, nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno dell'associazione. L'opera a protezione di Venezia è verso la fine dei lavori per quel che riguarda la paratie e la chiusura delle bocche di porto, «siamo molto indietro, tuttavia, per tutto il resto. Sono anni che denuncio il mancato pagamento delle imprese. - ha specificato Salmistrari - Ci sono stati assicurati più volte i pagamenti, ma resta il fatto che questo non ha trovato riscontri nella realtà».

Il grande incompleto

C'è chi avanza 4 milioni di euro e ha ricevuto gli ultimi pagamenti a settembre 2019; la cooperativa Kostruttiva, secondo quanto affermato nel corso del punto stampa, ne avenza 5. Più nello specifico, Radar e Novello, consorziate di Kostruttiva e impegnate con proprio personale nelle alzate del Mose, avanzano 700mila euro. «Non è possibile andare avanti così, - ha spiegato Salmistrari - se Kostruttiva non sarà pagata, non manderà più personale e a quel punto il Governo dovrà spiegare perché il Mose funziona ma non può essere utilizzato a protezione di Venezia perché il personale non è pagato».

Ricollegandosi alla situazione del consorzio, Salmistrari ha accennato anche al Comitatone della scorsa settimana, accogliendo con favore l'unione di intenti di tutto il Consiglio comunale nel richiedere 150 milioni l'anno per 10 anni per la gronda lagunare. «Siamo riusciti ad andare oltre agli scontri politici, - ha detto - e questo è un bene. Si tratta di una circostanza che dà segnali nuovi e fa ben sperare che questi soldi arrivino. I soldi stanziati, messi a bilancio, - ha aggiunto - sono una bella cosa, è indispensabile però che lo stato cambi metodo di erogazione dei fondi». Un commento è arrivato anche in merito alle grandi navi: «Il vero problema sono la lentezza e la provvisorietà di soluzioni che sono indispensabili per l'economia veneziana. Non è possibile aspettare 8 anni per avere delle decisioni, ricordo che il decreto Clini-Passera è datato marzo 2012».

Superbonus, «una proroga farraginosa»

Critica la posizione di Ance Venezia sulle modalità di proroga del Superbonus a fine 2022. «È una manovra che può dare un po' di speranza alle nostre imprese, è senza dubbio un'opportunità perché si può sfruttare per il cambio della caldaia così come per le ristrutturazioni complete, che sono quelle più interessanti per le imprese del nostro sistema industriale». Ma per Salmistrari si è persa l'occasione di fare le cose con più semplicità: «Il sistema è troppo complesso, ci sono 36 documenti per arrivare al fondo del percorso: questo non aiuta e non stimola professionisti e imprenditori a mettersi in gioco. Una cosa che trovo farraginosa e complicata è quella della proroga al 31 dicembre del 2022, ma solo se i lavori sono almeno al 60% a fine giugno dello stesso anno. Stiamo sempre complicando, quando bisognerebbe semplificare».

Ance Venezia si dimostra perplessa anche in merito al tema che sta tenendo maggiormente banco negli ultimi giorni, quello del Recovery Plan, che ha destinato all'Italia 209 miliardi di euro per il rilancio dell'economia. «Ciò che mi preoccupa - ha detto Salmistrari - è la capacità del nostro Paese di tradurre in fatti questo flusso di investimenti». Più volte l'Italia ha ricevuto fondi comunitari, ma le classifiche vedono il nostro Paese al penultimo posto per capacità di investirli. «Negli ultimi anni - ha aggiunto il presidente di Ance Venezia - abbiamo speso meno della metà dei fondi ricevuti. La Regione Veneto è abbastanza virtuosa rispetto alla media del Paese, però credo comunque che si possa fare molto di più».

Il punto sulle costruzioni

Nel corso del 2020 la pandemia ha rallentato inevitabilmente il comparto edile. Guardando ai dati della cassa edile di Venezia, rispetto all'esercizio passato, nel corso del 2019-2020 c'è stato un calo del 13,63% delle ore lavorate: se nel trimestre aprile-giugno, quello interessato dal lockdown, c'è stato un crollo verticale del 30,74%, da luglio a settembre si è vista una timida ripresa, con un +2,34%. Rispetto allo scorso anno sono calate anche le imprese iscritte all'Ance Venezia, da 820 sono passate a 798, con una perdita del 2,68%. «Il settore delle costruzioni viene da un lungo periodo di crisi, - ha detto Salmistrari - e ogni volta che cerca di rialzare la testa, succede qualcosa che lo ributta giù».

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