Indagata nell'operazione "Abbraccio", in manette ladra incinta

La donna, di nazionalità romena, è stata sorpresa a Caorle nonostante il divieto di uscire dal comune di Verona. Ora si trova ai domiciliari in casa propria

Nonostante l'obbligo di dimora nel comune di Verona, si era concessa una gita a Caorle, con ogni probabilità "di lavoro". Sabato scorso i carabinieri di Caorle hanno stretto le manette ai polsi a R.D., già coinvolta nell'indagine "Abbraccio" che negli scorsi mesi ha permesso di disarticolare un sodalizio criminale attivo tra Italia e Romania e dedito ai furti ai danni della fasce più deboli della popolazione, per l'appunto con l'ormai nota tecnica dell'abbraccio.

Il controllo

Quando i militari dell'Arma l'hanno sottoposta ad un controllo di rito, l'hanno trovata priva di documenti. La donna, consapevole della propria posizione, ha fornito quindi delle false generalità. Sottoposta a fotosegnalamento, l'esito dattiloscopico ha poi permesso agli uomini in divisa di risalire alla sua vera identità. Vista la misura cautelare alla quale era sottoposta, con obbligo di dimora nel capoluogo scaligero e divieto di uscire nelle ore notturne, i carabinieri hanno arrestato la donna per il reato di "false generalità rese a pubblico ufficiale", poi ristretta ai domiciliari (poiché incinta) nella sua abitazione di Verona.

I carabinieri non escludono che la donna si trovasse a Caorle per mettere a segno furti, sempre con la stessa tecnica. Al momento del controllo, infatti, era accompagnata da un suo connazionale, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio.

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