"Insulti e botte all'arbitro durante il match di calcio a 5": calciatore squalificato per 4 anni

Si tratta di un 24enne del Città di Mestre, squadra di calcio a 5. Il giovane, innervosito da alcune scelte del giudice di gara ritenute sbagliate, ha dato di matto. Fermato dai compagni

Una fase di gioco di una partita del Città di Mestre C5

"Uno schiaffo e un calcio alla schiena". Come riportano la Nuova Venezia e la Divisione Calcio a 5, sarebbe costato molto caro a L.A., 24enne calciatore a 5 del Città di Mestre, un momento di follia nel corso della nona giornata di ritorno del campionato di serie B, giocata contro il Miti Vicinalis al "Franchetti". Alcune decisioni sbagliate, o quantomeno ritenute non consone dal giocatore, che si sarebbe scagliato contro l'arbitro di gara: sarebbe stato necessario l'intervento dei compagni di squadra del giovane per placarne la foga. La punizione? Una stangata, più che altro: squalifica di 4 anni.

Gli errori arbitrali e la rabbia cieca

Gli episodi contestati dal calciatore, che poi gli hanno fatto scattare la molla, si sarebbero verificati nel primo tempo. Un rigore assegnato alla squadra di casa poi rettificato dall'assistente del giudice di gara. Un fallo piuttosto evidente a centrocampo non fischiato. Due presunti errori che avrebbero generato malumore nel pubblico sugli spalti e la rabbia del 24enne. Oltre alla squalifica, il giudice sportivo ha inflitto anche una multa di 500 euro alla società arancionera.

La società

La società condanna il comportamento del proprio giocatore, ma ritiene comunque esagerata la sanzione. "Seppur doverosa - spiegano in comunicato stampa - è sproporzionata rispetto allo svolgimento dei fatti. Attraverso l'acquisizione della prova video faremo valere le nostre ragioni, per questo abbiamo dato mandato ai nostri legali di agire a tutela del giocatore".

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"Scusandoci con la società per le inesattezze riportate nell'articolo, rettifichiamo quanto precedentemente riportato: il giocatore non ha colpito con un pugno al volto il direttore di gara; la società non ha ammonito, bensì condannato fermamente l'azione del proprio tesserato".

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