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Carnevale 2014, braccio di ferro tra residenti e bar per le chiusure

Come ogni anno esplodono le polemiche intorno ai principali luoghi di ritrovo del centro storico, tra chi chiede più tranquillità e chi più libertà

A sole poche ore dall'inaugurazione ufficiale del Carnevale 2014, periodo assolutamente cruciale per l'economia cittadina, a Venezia esplodono ancora le polemiche. La storia, come riporta la Nuova Venezia, è la più vecchia di sempre: come ogni anno è infatti ricominciato il braccio di ferro tra esercizi pubblici e residenti, i primi che chiedono maggiore libertà per le notti di festa, i secondi che pretendono più tranquillità e ordine in centro storico. A cambiare le carte in tavola, però, quest'anno ci ha pensato il Comune, che nella riunione di Giunta di venerdì, fuori dall'ordine del giorno, ha approvato le deroghe per il rumore nei campi cittadini durante le prossime due settimane. Ma la battaglia non è certo finita qui.

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ORARI E SCHIAMAZZI – Si va quindi in direzione opposta rispetto a quanto avvenuto nel 2013, quando l'amministrazione approvò un’ordinanza che riduceva gli orari di apertura degli esercizi pubblici di campo Santa Margherita dalle 2 a a mezzanotte, concedendo “in cambio” la possibilità di sforare con i rumori dalle 23 alle 24. Peccato che baristi e ristoratori abbiano presentato il caso al Tar e il Consiglio di Stato gli abbia subito dato ragione, eliminando la chiusura anticipata (senza però andare a toccare la questione rumore). Il provvedimento deciso in questi giorni prevede invece di dispensare i locali pubblici di campo Santa Margherita, Rialto e Sant’Angelo (ma non solo) dal rispetto dei limiti di rumorosità previsti dai regolamenti.

LA POLEMICA – La reazione dei cittadini non si è fatta certo attendere e persino l'assessore Alessandro Maggioni e il sindaco Giorgio Orsoni si sono dimostrati alquanto dubbiosi: secondo i tanti veneziani che hanno casa proprio sopra Santa Margherita (o sopra l'Erbaria) in questa maniera si dà il via libera a schiamazzi, caos, agitazioni che spesso sfociano in risse e si lascia che i luoghi simbolo della città finiscano ricoperti sotto una marea di bottiglie vuote, cartacce e chiazze di vomito. Dall'altra parte, invece, non sono in pochi a lamentare come Venezia appaia ormai come una città morta, buona più per le foto-cartolina che per passare una serata in compagnia: politiche eccessivamente restrittive e proibizionismi improvvisati rischiano quindi di dare il “colpo di grazia” a una città che è già difficile definire “vivace” o “giovane”. Farlo durante il Carnevale, poi, sembra effettivamente un gesto suicida. Giovedì mattina Ca' Farsetti presenta le iniziative per le due settimane di festa, mentre in prefettura è prevista la riunione del Comitato per l’Ordine pubblico. Qualcuno chiede che si spostino le feste più goliardiche e “caciarone” fuori dal centro storico, verso Marghera e la Marittima, qualcun altro invece ricorda come persino i Dogi concedessero due settimane di “follia” istituzionalizzata per il carnevale. Le feste iniziano sabato, resta solo da capire fino a che ora andranno avanti.

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