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Cronaca

Comune costretto a tagliare i fondi, bambini orfani dei campi estivi?

Ca' Farsetti alle prese con i vincoli del patto di Stabilità finanzia 67mila euro in meno. Rivolta sul web, è già partita una petizione online

La scure dei tagli si abbatte sul bilancio del Comune di Venezia: dopo la notizia che quest'anno il cinema all'aperto in campo San Polo non si farà, ora sono a rischio anche i centri estivi per i bambini della Laguna. L'amministrazione, in accordo con le varie municipalità del territorio, ha sempre fornito un servizio di assistenza estiva per le famiglie, riservando ai bimbi dai 3 agli 11 anni i centri estivi comunali. Quest'anno, però, i soldi della spesa pubblica potrebbero dover essere ridestinati a servizi di assistenza essenziali.

SENZA RISORSE – Ca' Farsetti, come scrive la Nuova Venezia, si ritrova costretto a tagliare. Per i centri estivi comunali non sono ancora state avviate le procedure e l’ipotesi più concreta è che la somma complessiva messa a disposizione per le strutture sia di 172 mila euro, 67 mila in meno rispetto ai 239 mila dell'anno precedente. D'altronde in questo momento la situazione per l’amministrazione comunale è difficile: manca liquidità, almeno fino a giugno, quando è atteso l’incasso dell’Imu, ed è forte l’esigenza di recuperare trenta milioni di euro per tenere in equilibrio il bilancio 2013. A creare ulteriori problemi si aggiunge il patto di stabilità, che richiede di accantonare altri 62 milioni di euro.

RIVOLTA ONLINE – Ma le famiglie del veneziano non hanno visto di buon occhio la possibilità di perdere i centri estivi per i bambini. Da internet è infatti già partita una petizione per chiedere a Ca' Farsetti di non eliminare il servizio, anche alla luce delle linee programmatiche di mandato 2010-2015 decise dallo stesso Comune e che prevedevano di trasformare Venezia in una città a misura di famiglia.La petizione, che cita le stesse documentazioni dell'amministrazione, domanda quindi che l'attivazione dei Centri estivi sia garantita anche per l'estate 2013, e pretende che l'offerta sia compatibile con la distribuzione territoriale della domanda e che rispetti gli adeguati livelli di qualità, assicurando in bilancio anche le risorse per i prossimi anni del servizio. La raccolta firme è già stata inviata all’assessore alle Politiche Educative Andrea Ferrazzi, al direttore delle Politiche Educative del Comune e ai presidenti di Municipalità.

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