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Faida tra ultras del Venezia: maxi condanne per il regolamento di conti al Bissuola

Un tifoso nel 2012 venne colpito al volto con un tirapugni e rimase sfregiato. Il fratello della vittima qualche mese più tardi raggiunse con una martellata uno dei coinvolti per vendetta

Una teste in aula l'aveva definita una "guerriglia urbana", tra aste che volavano, esplosioni e gente che correva a volto coperto. Lunedì è stata pronunciata la sentenza riguardante la rissa che vide protagonisti ultras contrapposti del Venezia al parco Bissuola il 31 gennaio 2012. Una zuffa che portò poi all'aggressione, con volontà di vendetta, di un altro tifoso del Venezia colpito da una martellata in testa a piazzale Roma qualche mese più tardi. L'aggressore venne arrestato per tentato omicidio, ma il collegio dei giudici ha deciso lunedì di derubricare il reato a lesioni personali. 

Spirale di violenza

Meglio andare con ordine: il 22 gennaio del 2012, secondo l'accusa, un gruppetto di tifosi appartenenti al "Gate 22" (di sinistra) venne alle mani con un esponente dei "Vecchi Ultrà" (di destra). A quel punto la decisione di fronteggiarsi apertamente al Bissuola, qualche giorno più tardi. Era il 31 gennaio: in occasione di quella rissa G.Z., di Marcon, venne colpito con un tirapugni rimanendo sfregiato al volto in maniera permanente. Per quell'episodio il collegio dei giudici ha condannato i fratelli Andrea e Marco Miglioranzi a 6 anni e 8 mesi di reclusione ciascuno, mentre ad Andrea Baratella, Bruno Frison e Andrea Vianello è stata assegnata una pena di 6 anni e 3 mesi ciascuno. I 5 imputati sono stati condannati, in solido tra loro, a risarcire il danno permanente subito dal tifoso sfregiato, che si è costituito parte civile: dovranno pagargli 294.877,14 euro più le spese processuali.

Martellata in testa

L'episodio non rimase impunito: per vendicare l'accaduto, nell'ottobre seguente, il fratello di G.Z., Matteo Zangrando, allora 29enne, colpì con un martello al capo uno dei protagonisti della rissa, Andrea Miglioranzi. Per l'aggressione il giovane venne rinviato a giudizio (e prima arrestato) per tentato omicidio. Il magistrato, al termine della requisitoria, aveva chiesto 10 anni di reclusione per l'aggressore, ma il reato è stato derubricato dai giudici a lesioni. Per Zangrando una pena di 24 mesi di reclusione, con in più il pagamento di 2mila euro di risarcimento a favore di Miglioranzi, oltre alle spese processuali. 

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