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A San Donà di Piave un corso di educazione civica e igiene per i richiedenti asilo

L'attività vede i migranti coinvolti attivamente, ed è solo l'ultima di una lunga lista. Il sindaco Cereser: «Il nostro positivo modello di accoglienza e lavoro è imitato da altre realtà»

Dopo la collaborazione da parte dei migranti nella cura della cosa pubblica, si aggiunge un nuovo tassello all’integrazione dei richiedenti asilo nel tessuto sociale sandonatese: un corso sulle regole fondamentali di educazione civica e igiene da rispettare nel paese che li accoglie. A tenerlo, a titolo gratuito, il dottor Elias Salloum, medico in pensione di origine siriana che, dopo aver esercitato per decenni sul territorio, è da tempo impegnato soprattutto con enti locali e religiosi per favorire l’integrazione dei migranti. Il corso si è soffermato soprattutto sulle regole di igiene, della conservazione dei cibi alla prevenzione sanitaria.

«Ringrazio il dottor Salloum e la cooperativa "Il villaggio globale" che gestisce i richiedenti asilo sul territorio sandonatese per questo impegno, che si associa ai corsi di italiano e alla formazione finalizzata al lavoro – commenta il sindaco Andrea Cereser – L’esperienza sandonatese di accoglienza, basata su volontariato verso la comunità che ospita i migranti e formazione sulle regole di civile convivenza di un paese straniero, si sta dimostrando efficace tanto da essere preso a modello da altri enti locali». Al termine del corso, strutturato su quattro lezioni per una durata di 12 ore e rivolto a 26 profughi del programma Cas – Mare Nostrum, è stato rilasciato un attestato dal vicesindaco Luigi Trevisiol.

Secondo l'amministrazione locale questa passo è parte di "un lungo percorso che ha fatto di San Donà di Piave un modello positivo nella gestione dell’emergenza immigrazione". Grazie anche alla collaborazione della cooperativa "Il villaggio globale" è stato possibile impiegare i migranti prima alla mensa solidale e con la Croce Rossa, quindi nella cura dei parchi per lavori di straordinaria manutenzione, poi nella pulizia di piazza Indipendenza, lo spazio centrale della città. Infine un programma di collaborazione per lavori di manutenzione, entrato nella quotidianità dell’amministrazione sandonatese. E anche vicende emozionanti come quella di due calciatori aggregati agli allenamenti del San Donà Calcio.

«Il Comune di San Donà di Piave si pone come modello di integrazione – conclude Cereser – La prova migliore viene dal fatto che ormai nessuno si ricorda più che la città ospita una quota di profughi, e questo è un buon segno. Proponiamo un modello di integrazione basato sulla sicurezza, l’impegno verso la comunità e la reciproca conoscenza».  

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