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Dragonboat: campionesse mondiali del Trifoglio Rosa di nuovo in campo per vincere

Dopo l'oro e l'argento ai campionati 2017 di Dragonboat a Venezia, con la categoria “donne in rosa”, sono pronte a salpare domenica a bordo della nuova imbarcazione della Canottieri Mestre

Pronte a tornare in campo. Pronte a continuare a vincere, nella vita, come nello sport. Sono le campionesse mondiali di Dragonboat, Trifoglio Rosa, che hanno conquistato l'oro nel 2017 a Venezia. Domenica presenteranno la nuova imbarcazione in dotazione alla Canottieri Mestre che sarà utilizzata dalla categoria “donne in rosa”, persone operate al seno che attraverso lo sport della pagaia riabilitano il corpo e la psiche. 

L'imbarcazione

Questa barca, donata da Mariarosa Paticchia in memoria di Stefano e Giampietro Baroncini, ha la testa e la coda di drago, lunga 12.40 metri e larga 1.12. Le pagaie sono simili alla canoa canadese. Sullo scafo trovano posto venti pagaiatrici, a poppa è alloggiato un timoniere alle prese con un lungo remo. L’evento si svolge sulla riva antistante la Canottieri alle 11 e prevede la 'Cerimonia  dei Fiori', seguito da buffet. Manuela Pieretto, Larisa Grozman, Cristina Piroddi, Francesca Ines Marchetti e Antonella Bottazzi, con la squadra della capitale, hanno gareggiato sul dragone da 20 primeggiando nei 2000 metri a settembre 2017.

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Dragonboat, le donne del Trifoglio Rosa sconfiggono il cancro e vincono l'oro

Ad accompagnarle durante la loro ascesa sul podio, nell'autunno scorso, l’Inno di Mameli. “Siamo soddisfatte dei risultati - aveva detto il capitano pro tempore, Manuela Pieretto -. Partecipare ad una competizione di questo calibro non è facile per una squadra come la nostra. Ma non potevamo non esserci visto che si svolgeva proprio nella nostra città. Abbiamo dimostrato che è importante unire le forze per raggiungere le mete. Non soltanto quelle sportive ma anche quelle che ci mette di fronte la vita”.

Lilt di Mestre

È una squadra di donne che dopo lo svuotamento ascellare, dovuto all’intervento al seno, si sono messe a pagaiare per il recupero motorio degli arti superiori. Hanno partecipato ai mondiali di Dragon Boat grazie al supporto, che è stato dato loro anche, dalla casa di cura “Giovanni XXIII” di Monastier, che fin da subito le ha sostenute nel progetto. "Quando ci hanno confidato che avrebbero voluto partecipare ai mondiali di Dragon Boat, non abbiamo potuto fare a meno di sostenerle - ha detto l’amministratore delegato della clinica, Gabriele Geretto -. Donne che hanno visto nell’aggregazione di squadra un modo per stare insieme condividendo i momenti sportivi ma anche quelli di amicizia, che diventano essenziali per sostenersi a vicenda".

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L'appello

“Non abbattetevi, non chiudetevi in casa, reagite - aveva detto il capitano, Ivonne Chiarin -. Appropriatevi della vostra vita perché tutto ciò è importante per sconfiggere la malattia. E se poi decidete di venire a provare a far parte della nostra squadra, fatelo! Perché il nostro motto è e sarà sempre 'Dai una pagaiata al cancro e la vita è tua'.

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