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Marijuana di "produzione propria" a Cavallino, in casa con tre piante

Aiutati dai cani antidroga, i poliziotti di Jesolo hanno anche fermato due stranieri che nascondevano 35 grammi di droga già confezionati in dosi

Due bengalesi e un italiano sono stati denunciati venerdì dal commissariato di Jesolo nell'ambito di un'attività contro lo spaccio di stupefacenti. Gli agenti del litorale hanno portato avanti un controllo contro l'immigrazione clandestina accompagnati dalle unità cinofile del reparto mobile di Padova, finendo per scoprire la droga in possesso dei tre.

LO SPACCIO – I poliziotti hanno iniziato i loro controlli presso un'area abbandonata al Lido di Jesolo, tra le vie Mameli e Roma sinistra. Il sopralluogo nell'area dismessa, già conosciuta dagli agenti per essere spesso utilizzato quale ricovero di fortuna per cittadini stranieri, ha consentito di identificare due cittadini del Bangladesh, rispettivamente di 43 e 38 anni. In particolare, il più anziano degli immigrati era già noto ai poliziotti che l'hanno arrestato il 4 luglio scorso per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Grazie ai segnali lanciati dal cane poliziotto gli agenti sono riusciti a trovare sotto le lenzuola di una branda 5 involucri di marijuana per un totale di 15 grammi. In uno zaino, invece, c'erano altri 20 grammi della stessa droga, divisi in 13 dosi. Condotti presso gli uffici del locale commissariato, i due sono stati denunciati per il possesso dello stupefacente i fini di spaccio.

E LA COLTIVAZIONE – La polizia ha poi portato a termine un ulteriore controllo presso l’abitazione di un 43enne italiano residente nella località di Cavallino Treporti, soggetto già conosciuto per episodi legati alla produzione e smercio di sostanze stupefacenti. Anche in questo caso, l’unità cinofila specializzata nella ricerca di droga ha indicato al suo conduttore tre piante di marijuana piantate in vaso all’interno di una fioriera in giardino (altre tra i 70 e gli 80 centimetri), oltre a 7 semi della stessa pianta collocati a parte. Il 43enne, condotto a sua volta presso gli uffici del Commissariato, ne è uscito con una denuncia per produzione di sostanze stupefacenti, mentre le piante e i semi gli sono stati sequestrati.

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