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L'ex trattoria Vida in vendita, le associazioni protestano: "Diventi un centro di ricerca"

Omnia, About e Il Caicio contro la decisione della Regione. La loro intenzione è di trasformare l'edificio in luogo di promozione e divulgazione delle tradizioni veneziane

Tre tentativi di asta pubblica andati deserti, poi un avviso pubblico di alienazione della Regione Veneto secondo la procedura della trattativa privata: è la storia recente dell'immobile “Ex Vida” in campo San Giacomo dell’Orio, il cui valore è stimato in 1 milione e 100 mila euro. Le associazioni culturali veneziane Omnia, About e Il Caicio, però, non ci stanno: "La Regione Veneto ha intrapreso questo passo - attaccano - Quando da ormai sei mesi abbiamo presentato un progetto di pubblica utilità per la creazione nello stabile di un centro di documentazione della storia e delle tradizioni popolari veneziane e venete".

Un'idea per la quale si sono già svolti colloqui e incontri con vari referenti della Regione Veneto, che l'hanno accolta e valutata positivamente. "Il progetto viaggiava oramai spedito - precisano le associazioni, spiegando che l'intenzione sarebbe quella di adibire gli spazi a centro di documentazione, ricerca, promozione e divulgazione dedicato alla storia e alle tradizioni popolari veneziane e venete, specializzato in particolare nelle materie demo-etno-culturali e antropologiche.

Il progetto proposto dalle tre associazioni veneziane trae origine proprio dal particolare interesse e valore storico dell’immobile: "L’Antico Teatro di Anatomia fu un luogo fondamentale per la storia della città ed in particolare per la medicina e la cultura scientifica veneziana, per lo sviluppo culturale, sociale e civile della Serenissima, ma anche per l’identità e la storia delle istituzioni pubbliche collettive della città di Venezia". Solo più tardi, infatti, l'immobile ha preso il nome di "Ex Vida" in virtù della presenza per breve tempo nella seconda metà degli anni ’70 di un’osteria così chiamata.

Le associazioni promotrici del progetto “Antico Teatro di Anatomia”, fin dalla presentazione del progetto a dicembre 2015, hanno manifestato alla Regione la disponibilità a realizzarlo e renderlo operativo in tempi brevi, mantenendolo fruibile alla popolazione e valorizzato nella sua storia. "Il progetto potrebbe diventare il modello per altre iniziative analoghe - continuano - mirate alla gestione di spazi pubblici a fini culturali e di promozione turistico-culturale per difendere la vivibilità dei centri storici". Le associazioni esprimono quindi "tutta la loro preoccupazione per l’annuncio dell’apertura del procedimento di vendita a trattativa privata, procedimento che non dà alcuna certezza sulla congruità della futura destinazione d’uso dell’immobile in relazione al suo alto valore storico, culturale e sociale".

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