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Falsi dipendenti comunali a Mirano Scatta l'allarme per la nuova truffa

Dopo i falsi tecnici Enel, ora nuove segnalazioni: ignoti chiamano le famiglie a casa e chiedono contributi per il sostegno ad anziani e disabili

Si spacciano come dipendenti comunali e chiedono soldi per aiutare anziani e disabili. Una truffa bella e buona, già segnalata alle forze dell’ordine, che negli ultimi giorni ha tratto in inganno più di un miranese. Il tam-tam corre vorticoso anche su Facebook: “Dopo i falsi tecnici Enel, ora ci sono i falsi dipendenti del Comune: se vi chiamano fate attenzione, vogliono solo rubarvi soldi”. Come riporta Il Gazzettino, i truffatori agiscono per telefono chiamando le famiglie a casa: “Buongiorno, vogliamo ringraziarvi calorosamente per la donazione che avete fatto tre anni fa, grazie alla quale siamo riusciti ad acquistare un pulmino per gli anziani. Ora ne servirebbe un’altra per acquistare stampelle, carrozzine e pannoloni: possiamo passare da voi a prenderci venti euro?”. Molti hanno riattaccato, qualcuno ci è cascato. Ha dovuto chiamare il Comune di Mirano per rendersi contro che era stato completamente abbindolato.

Dal Municipio hanno subito negato che l’amministrazione abbia avviato un’iniziativa di questo genere, e anche il sindaco Maria Rosa Pavanello ha subito voluto precisare la situazione: “Il Comune non si muove per contatti telefonici ma solo mediante avvisi pubblici. Abbiamo proposto la donazione del cinque per mille al Comune per aiutare le famiglie bisognose, ma l’avviso è riportato sul nostro sito internet e tutto avverrebbe al momento della dichiarazione dei redditi, non certo tramite contanti porta a porta”.

Spacciarsi per falsi dipendenti comunali è l’ultima frontiera della truffa miranese, ma negli ultimi due anni ha tenuto spesso banco anche la questione dei falsi tecnici dell’Enel o di altre aziende di forniture elettriche. Suonavano il campanello degli anziani, chiedevano di vedere contattore e fatture, e poi ne approfittavano per chiedere soldi. Enel fu costretta ad una presa di posizione ufficiale: “I nostri tecnici sono riconoscibili dal tesserino e non chiedono mai soldi in contanti” precisò l’azienda con una nota.

Ma c’è una vicenda ancora più ignobile, che parte sempre da Mirano e coinvolge il sindaco in prima persona, in qualità di "vittima": il mese scorso una ditta emiliana, che opera anche nel Miranese, è stata diffidata da Maria Rosa Pavanello dopo aver distribuito in varie aziende del territorio una lettera a nome dello stesso sindaco. La lettera conteneva una richiesta di contributi per l’acquisto di un pullmino per il trasporto di disabili, ma dal sindaco non era mai arrivata un’autorizzazione e tantomeno una firma.

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