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Incidente a Rialto, la famiglia Vogel vuole che paghi anche il gondoliere

Depositata la richiesta di risarcimento anche nei confronti del "pope" che conduceva l'imbarcazione. La vedova torna sul luogo della tragedia

Ha voluto tornare sul luogo della tragedia. Rivederlo con i propri occhi, quello spazio acqueo a due passi da Rialto dove in un attimo è cambiata la sua vita. La vedova di Joachim Vogel, il turista tedesco che perse la vita il 17 agosto 2013 per un incidente tra un vaporetto e una gondola, mercoledì era a Venezia per l'udienza del processo civile sulla tragedia, in cui il giudice ha convocato le parti coinvolte nel procedimento. Dopodiché, senza dare nell'occhio, ha voluto tornare a Rialto. Per i suoi figli, che continuano a vivere nel dolore. Perché non è detto che troveranno mai la forza di raggiungere la laguna, dopo ciò che è accaduto. Così la presenza della donna in quel luogo tragico per la sua famiglia ha avuto soprattutto un valore di testimonianza del dolore che ancora provano tutti i parenti stretti di Vogel.

Poco prima, invece, in aula gli avvocati che rappresentano Actv hanno chiesto al Gup Roberta Marchiori che nella vicenda venga riconosciuta la responsabilità civile delle aziende dei trasportatori indagati (tre piloti di vaporetto, un tassista e un gondoliere, che conduceva un'altra barca rispetto a quella colpita). Ciò per 'trasferire' sulle rispettive assicurazioni la richiesta di risarcimento di almeno 6 milioni di euro depositata dalla famiglia Vogel, come base per uscire dal procedimento quale parte civile. Nel frattempo, proprio prima di Natale, la società assicuratrice di Actv avrebbe versato alla famiglia tedesca un milione di euro.

Nonostante nei suoi confronti i magistrati abbiano escluso ogni responsabilità penale, i familiari di Joachim Vogel hanno chiesto in sede civile che a risarcire il danno sia anche il pope che stava conducendo la loro imbarcazione. Come accertarono gli inquirenti, il gondoliere si fermò all'altezza del pontile del magistrato alle acque per aspettare che il traffico in Canal Grande si calmasse. In modo da continuare il giro con la famiglia Vogel.

Dopodiché l'incidente, che risultò fatale per il professore tedesco. Istintivamente, per difendere la propria figlia piccola dall'impatto tra le due imbarcazioni, riportò un grave trauma da schiacciamento all'altezza del torace. Causato dagli scafi dei due natanti. La domanda di risarcimento, secondo l'avvocato della famiglia, è destinata "a essere rivalutato, secondo le tabelle che non sono certo quelle dell'infortunistica stradale".

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