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Sopralluogo sulla petroliera, resta il mistero: ipotesi aperte sulla morte del marittimo

Si indaga sul decesso di Giosuè Sorrentino, trovato senza vita sulla Bianca Amoretti. Squadra mobile a bordo venerdì per raccogliere elementi utili, la nave resta sotto sequestro

Nuovo sopralluogo venerdì sulla nave tanker "Bianca Amoretti", ma il mistero, per ora, rimane irrisolto. Non ci sono ancora elementi a sufficienza, cioè, per stabilire con certezza le cause della morte di Giosuè Sorrentino, 35enne deceduto domenica scorsa a bordo della petroliera in rada a Malamocco. Sulla gola i segni di una profonda ferita causata da uno strumento, forse una fresa. 

Gli agenti della squadra mobile della polizia lagunare si sono recati a bordo dell'imbarcazione dalle prime ore della mattina, rimanendoci fino alle 15. Per ora nessuna delle ipotesi sul tavolo prevale sulle altre, ma il sopralluogo era funzionale proprio a cogliere nuovi elementi da analizzare per fare piena luce sulla dinamica dell'accaduto: da una parte la possibilità del gesto estremo, dall'altra quella dell'incidente sul lavoro. Pare allontanarsi definitivamente, invece, l'ipotesi dell'omicidio.

Nei giorni scorsi gli investigatori hanno raccolto le testimonianze dei membri dell'equipaggio, poco più di venti, che hanno spiegato quando hanno visto per l'ultima volta Giosuè e quali fossero i suoi comportamenti nei giorni precedenti alla tragedia. L'equipaggio resta a disposizione delle indagini della questura, mentre la nave è sempre sotto sequestro, attraccata al molo della raffineria Eni di Porto Marghera.

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