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La battaglia delle mimose: sequestrati circa 2mila mazzetti tra laguna e terraferma

Presidio di AmicoAlbero in via Cappuccina per difendere una delle 2 piante "mestrine". Ma i danni ci sono stati lo stesso. La Municipale in un giorno ha requisito migliaia di mazzi

Tra presìdi dei cittadini e pattugliamenti è stato un 8 marzo non solo di feste e convegni, ma anche di "caccia" agli abusivi. I venditori irregolari, che hanno una capacità imprenditoriale oramai da veri manager, già dalle prime ore di mercoledì hanno sfoggiato mazzetti di mimose pronti ad andare incontro alla domanda di mariti e padri (o colleghi di lavoro) alla spasmodica ricerca di mazzetti da presentare alla donna di turno. 

Di conseguenza i risultati dei controlli della polizia municipale non si sono fatti attendere: sono state sequestrate almeno 2mila mimose tra laguna e terraferma, dove ai semafori e nei punti di maggiore transito non è mancata la presenza dei venditori. Specie in corrispondenza di alcuni crocevia (anche in provincia). La situazione naturalmente non è stata molto diversa anche tra le calli di Venezia, dove la clientela è più "internazionale".

In ogni caso il lavoro della polizia municipale ha dato i suoi frutti. Anche gli sforzi degli aderenti all'associazione "AmicoAlbero", che in via Cappuccina a Mestre si sono dati il cambio fino a tarda serata per evitare che uno dei 2 alberi di mimose che caratterizzano la strada venisse depredato come ogni anno. Mercoledì mattina, però, la parte inferiore della pianta recava segni inequivocabili di "razzia". Gli attivisti hanno però evitato che il furto si tramutasse in scempio. L'altra pianta di mimose non interessata dal presidio, infatti, è stata danneggiata in maniera ben più pesante. 

La polizia municipale di Venezia ha reso noto che mercoledì ha sequestrato oltre 2000 mazzetti di mimosa, pronta per essere venduta abusivamente. Gli operatori dei servizi polizia, del servizio centro storico e isole e del servizio sicurezza urbana hanno messo in campo diverse pattuglie, sia in divisa che in abiti civili, per effettuare servizi mirati ai semafori, nelle principali piazze mestrine e nelle direttrici turistiche del centro storico, per contrastare il fenomeno della vendita abusiva di mimose. Sono stati sanzionati cinque venditori privi di alcun titolo per svolgere tale attività, mentre una trentina di altri venditori abusivi, alla vista degli agenti, si sono dati alla fuga abbandonando a terra i quantitativi di mimosa che avevano con sé.

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