Cronaca

Venezia piange Massimiliana Martini, personalità eclettica della cultura e dello sport

Aveva 88 anni e abitava a Cannaregio. Era molto conosciuta per la sua energia e la partecipazione alla vita sociale. «Era forte, non si fermava davanti a nulla», ricordano gli amici. Fu la prima donna in Italia giudice di atletica leggera

È morta stamattina all'ospedale civile Massimiliana Martini, 88 anni, "veneziana doc" di Cannaregio molto conosciuta in città per la sua partecipazione a tante iniziative in ambito sociale, culturale e sportivo. Dinamica, eclettica ed energica: così la ricorda chi l'aveva frequentata, evidenziando il suo carattere vulcanico e la sua grande propensione alla socialità. Era stata ricoverata per un male negli ultimi giorni del 2020 e, nelle settimane successive, le sue condizioni sono via via peggiorate.

«È stata partecipe e attiva fino a pochi giorni prima», ricorda l'amico Giuseppe Zambon, presidente del Panathlon Venezia di cui Massimiliana Martini era socia storica. «A fine dicembre - racconta - abbiamo fatto una serata tra soci in videoconferenza per scambiarci gli auguri. Era forte, non si fermava davanti a nulla». Si stava impegnando anche nell'organizzazione delle celebrazioni per i 70 anni dell'associazione, che cadranno a giugno 2021. Purtroppo il destino ha voluto diversamente.

«Chi ha avuto modo di conoscerla - si legge nel ricordo del Panathlon Club - ricorderà il suo carattere forte e deciso che esprimeva anche in campo culturale con l’amore per l’arte, la lettura, la musica e la prosa». Aveva ricoperto incarichi nell’ambito dell’Associazione Artigiani di Venezia a partire dai primi anni ’70, ma è «nello sport che Martini ha dato il meglio di sé», un impegno segnato da tappe importanti: nel 1969 è, prima donna in Italia, giudice arbitro nazionale di atletica leggera, federazione per la quale ha anche ricoperto l’incarico di delegata provinciale per 8 anni; fino al 1994 collabora con il Coni provinciale (fra il 1970 e il 1972 ne evita il commissariamento) e il Coni nazionale la propone per l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica; successivamente, per meriti nel sociale, le sarà conferita anche quella di Ufficiale.

Era anche socia dello Zonta, club internazionale dedicato al sociale nel quale ha ricoperto vari incarichi di alto livello. Dal 1973 era entrata a far parte del Club di Venezia del Panathlon International, istituzione che diffonde la cultura e l’etica sportiva. «Nei suoi 48 anni dedicati al sodalizio - scrive l'associazione - la ricordiamo sempre presente ad ogni iniziativa, disponibile e propositiva, tanto che, dopo aver ricoperto vari incarichi nel consiglio direttivo, lo scorso 21 ottobre le è stato conferito il "Premio Mario Viali - una vita dedicata allo sport”». I panathleti di Venezia la ricorderanno «come una compagna di cammino determinata nel perseguire l’obiettivo di sostenere e migliorare la cultura sportiva fra i giovani».

Una nota di cordoglio è stata diffusa da PierVettor Grimani, presidente della Compagnia della Vela con sede sull'isola di San Giorgio Maggiore: «Massi, come la chiamavamo, è stata nostra socia sin dal 1989: persona squisita, piacevole e dinamica, è sempre stata molto attiva nella vita del circolo. Conosciuta da tanti nell’ambiente dello sport, la si poteva vedere in ogni occasione culturale o conviviale della vita della Compagnia. Lascerà un grande vuoto all’interno del club, tra i soci, e nel mondo dello sport».

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