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Si è spento Antonio "Toni" Soffia, mitico pasticciere noalese

E' stato l’inventore del “Dolce Dama”. Celebre il locale di piazza Castello che per oltre 30 anni ha portato il suo nome. Era stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro

Pochi nomi come quello di Antonio "Toni" Soffia sono legati alle dolci creazioni della pasticceria, anche oltre Noale: si è spento a 84 anni, dopo aver allietato per una vita intera i palati di grandi e piccoli. Classe 1934, aveva iniziato l'attività lavorativa in un laboratorio di pasticceria all’età di 14 anni e più tardi, nel 1961, aveva prelevato con il fratello Vittorino il “Bar Commercio” nel centro della città dei Tempesta. E' stato nel 1976, però, che ha realizzato il suo sogno, passando in proprio e fondando il “Bar Pasticceria Soffia” in piazza Castello, in un antico palazzo medioevale. La collocazione centrale del locale, la bontà e la genuinità delle proposte dolciarie, l’affabilità del signor Antonio stesso hanno sancito il grande successo del locale e l’attività, perdurata per oltre 30 anni.

Legame con la città

Negli anni Ottanta crea per la città di Noale un dolce tipico alle mandorle, ben conosciuto nel territorio con il nome “Dolce Dama”. La caratteristica confezione a forma ottagonale riporta impressa la Rocca medioevale – simbolo della cittadina – e l’immagine dei Tempesta, antichi signori della zona. Un modo originale di promuovere l’attività, il paese, ma anche la sua più importante manifestazione il Palio. Il Signor Soffia, con il prezioso apporto della moglie Elsa e dei figli Vittorio e Tiziana, riesce a creare un ambiente sano, distinto, familiare, punto di riferimento e di incontro per un’affezionata clientela. Nel 2002 rinnova il locale creandovi anche una galleria espositiva destinata ad ospitare in maniera stabile gli artisti e pittori locali. L'attività sarà rilevata alcuni anni più tardi dalla famiglia Prosdocimi, che continua la tradizione della migliore pasticceria artigiana e la rinnovata disponibilità all’arte.

Cordoglio del sindaco

La sindaco Patrizia Andreotti e la vice Lidia Mazzetto gli rivolgono un pensiero di stima e con affetto, in particolare ricordano il sorriso con cui era solito accogliere i clienti e che anche oggi riservava, seppur ammalato, a chi lo salutava incrociandolo in passeggiata. Antonio, per tutti “Toni”,  era stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro. 

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