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Musulmani a messa a Marghera contro il terrore: "Fronte comune per la pace"

Questo il messaggio che la comunità islamica di Venezia ha recapitato domenica a Marghera, nella chiesa della Resurrezione. Presenti l'imam, il parroco don Capovilla e fedeli

"Siamo stati alla chiesa della Resurrezione di Marghera per portare un messaggio di vicinanza, una lettera da consegnare al patriarca di Venezia per dimostrare la nostra solidarietà e la nostra presa di posizione contro la barbarie assassina accaduta in Francia e il deplorevole gesto occorso alla chiesa di San Geremia a Venezia". Queste le parole del presidente della comunità islamica di Venezia e provincia, Amin Al Ahdab, a seguito della visita di domenica mattina nella chiesa veneziana, poco prima dell'inizio della funzione solenne.

Presente anche l'imam, Hamad Mahamed. I rappresentanti della comunità hanno letto un messaggio solidale e di vicinanza al popolo cristiano, consegnando poi una lettera al parrocco, don Nandino Capovilla, cui spetterà il compito di consegnarla al patriarca Francesco Moraglia. "Non sono gli episodi che ci avvicinano al popolo cristiano - ha specificato Al Ahdab - abbiamo sempre cercato il dialogo con le altre fedi, siamo aperti al confronto e questa non è certo una novità. Siamo sempre vicini ai cristiani, e a maggior ragione in questo periodo così difficile dobbiamo stare sempre vicini e fare fronte comune contro le barbarie".

"È con grande dolore e profonda tristezza - si legge nella lettera indirizzata al Patriarca di Venezia - che le porgiamo le condoglianze della nostra comunità, biasimando con determinazione quest’atto che non si colloca in nessuno dei nostri principi religiosi. L’Islam sostiene che bisogna rispettare profondamente la religione e non offendere quelle degli altri, compresi i loro simboli. Preghiamo Allah di proteggere questo paese, come tutti gli altri, da atti odiosi e violenti come questi”.

I cristiani e i musulmani non sono nemici. Questo il messaggio forte che la comunità islamica vuole lanciare. "Gli assassini sono senza religione, non hanno cuore, né fede. Dobbiamo unirci ancora di più - conclude il presidente della comunità islamica - per non dare modo di far vincere l'odio. Questi atti sono da condannare, non fanno parte dei nostri principi religiosi".

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