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Niente armi ai vigili urbani di Venezia, dietrofront del Comune

La consegna di 30 nuove pistole sarebbe dovuta avvenire venerdì, ma non se ne è fatto nulla. A rischio, secondo i sindacati, la sicurezza degli agenti

Aveva sollevato immediatamente un vespaio di polemiche, la decisione di fornire nuovi armamenti ai vigili urbani: un'ipotesi che era circolata alla fine della settimana scorsa, anche se non era stata suffragata da alcun documento ufficiale. I sindacati delle forze di polizia locale (Cgil e Diccap su tutti) si erano subito opposti in maniera decisa, spiegando che trenta nuove pistole erano già arrivate e che il Comune aveva intenzione di consegnarle agli agenti senza averli preventivamente coinvolti nella decisione. Ora, come riporta la Nuova Venezia, la retromarcia del commissario Vittorio Zappalorto e del comandante Nicola Marini.

Difficile, d'altra parte, consegnare di punto in bianco le nuove armi ai vigili, che in alcuni casi non hanno ancora seguito un corso di addestramento. Anche la Cgil in effetti conferma che provvedimenti ufficiali ancora non ce n'erano: secondo le notizie circolate, già da oggi (venerdì 6 marzo) sarebbe dovuta cominciare la consegna. Invece si è fermato tutto. Un provvedimento che era stato contestato perché aumenta i fattori di rischio per gli agenti della polizia municipale, cui secondo il sindacato non spetta la funzione di sicurezza pubblica. E sono ben altre, spiega Nicola Gallo della Cgil, le modalità con cui si dovrebbe assicurare la sicurezza personale degli agenti, a cominciare dall'aumento del personale; o comunque, ci sono sistemi meno pericolosi.

L'attuale regolamento prevede che ad essere armati siano i vigili dei reparti operativi, della sezione stradale di terraferma, del pronto intervento e della centrale operativa. Per gli altri servizi la decisione è a discrezione del comandante, che valuta se una situazione potenzialmente pericolosa richiede una protezione in più. Una distinzione che però vale solo per i vecchi assunti, dal momento che tutti quelli che hanno preso servizio dal 2001 in poi hanno firmato un impegno ad accettare l'arma.

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