A Jesolo è stata approvata un'ordinanza anti-alcol

Pesanti restrizioni nei weekend: divieto di vendita da asporto il sabato sera, dall'una di notte stop anche nei locali. Forti critiche da Confcommercio

Il Comune di Jesolo ha pubblicato nelle ore scorse una ordinanza "anti-alcol" concertata con la prefettura che, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrebbe mettere un freno a episodi di eccessi nella movida come la rissa di sabato scorso.

Stop agli alcolici il sabato notte

Il comandante della polizia locale, Claudio Vanin, ha riepilogato i punti fondamentali del documento: tutti i sabati, dal 27 giugno al 12 settembre, dalle ore 20 alle 6 del mattino del giorno dopo, su tutta la zona del Lido di Jesolo vige il divieto di detenzione e di vendita per asporto di bevande alcoliche contenute in qualsiasi contenitore. Non è permessa la vendita neanche per uso domestico se gli alcolici sono contenuti in involucri sigillati. Nelle stesse date, dall'una di notte fino alle 6 di mattina, viene vietata anche la somministrazione e il consumo di bevande alcoliche all'interno dei pubblici esercizi. Una deroga (fino alle 3) è prevista per i locali che si avvalgono di un adeguato servizio di steward. La multa in caso di violazione è di 400 euro.

Confcommercio: «Provvedimento ridicolo»

Il provvedimento è stato fortemente criticato da Ascom Jesolo, che ha anche contestato le modalità con cui è stato deciso: «Oggi - scrive l'associazione - doveva esserci un confronto per affrontare, assieme, i problemi di ordine pubblico che interessano soprattutto l’area di piazza Mazzini. Invece l’amministrazione comunale non solo si è presentata già con una ordinanza fatta e pronta per essere applicata, ma l’ha anche già pubblicata sul profilo Facebook della città, mezz’ora prima dell’incontro. Una mancanza di rispetto nei confronti di Confcommercio, presente con il delegato comunale Alberto Teso ed il direttore mandamentale, Andrea Granzotto, che hanno abbandonato l’aula». Grosse riserve anche sui contenuti dell'ordinanza: «Ad esempio - dice Teso - da sabato, se all'una saremo ancora seduti a tavola, in albergo o al ristorante, il cameriere dovrà passare di corsa a portarci via la bottiglia di vino dal tavolo. Una cosa ridicola, prima ancora che assurda. Convocare gli imprenditori per fingere di condividere scelte così pazzesche è veramente inaccettabile».

Il sindaco: «Ascom doveva ascoltarci»

Di tutt'altra opinione è il sindaco Valerio Zoggia, che ha definito «surreale» l'atteggiamento dei rappresentanti dell'associazione di categoria: «Non si sono posti il problema di ascoltare ciò che l’amministrazione aveva da dire, preferendo lasciare l’incontro e trarre conclusione del tutto arbitrarie. In particolare il delegato Testo, se avesse avuto la pazienza di ascoltare, avrebbe compreso che l’incontro non era rivolto a discutere il testo dell’ordinanza, perché quest’ultimo, nella forma in cui è stato approvato, è stato integrato con le indicazioni pervenute dalla prefettura; avrebbe compreso che è stato fatto uno sforzo dal sottoscritto per venire incontro alle attività e contemperare le diverse opinioni rispetto ai fatti accaduti e alle possibili soluzioni; che l’atto approvato ha permesso di evitare scenari ben diversi e, a ben vedere, con maggiori conseguenze proprio per i locali; che l’amministrazione ritiene che la migliore soluzione alla “cattiva movida” sia la presenza di un presidio fisso delle forze dell’ordine. Ascom ha preferito non ascoltare, permettendosi però di intervenire e giudicare l’operato senza coscienza dei fatti. Il tutto facendo passare l’amministrazione come il “cattivo di turno”».

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