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Il patriarca Moraglia sulla vicenda di Charlie: "La vita è primaria, è un valore sempre"

Al piccolo, incurabile, sarà staccata la spina che lo tiene in vita in un ospedale di Londra. Il religioso veneziano: "Sono il 'Carlo di turno' che fatica sulla strada del vivere"

"Purtroppo nella vita, talvolta, quello che conta è il 'fare', è l'efficienza. E, allora, quando siamo di fronte a chi non è più produttivo, efficiente o magari non lo è mai stato che cosa fare? Ci si può chiamare Charlie Gard, avere solo dieci mesi e non avere avuto mai il bene della salute. E in questo caso gli uomini, con le loro leggi e sentenze, possono intervenire e decidere se una vita sia degna d'esser vissuta o meno".

Così scrive il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, commentando la vicenda del bimbo britannico malato e ricoverato in un ospedale di Londra a cui sarà staccata la spina. "Se una società, una cultura, un ordinamento giuridico decidono della qualità di una vita, ma non del suo indiscutibile primato - prosegue Moraglia -, allora si può cadere nell'arbitrio. La vita, invece, è un valore sempre. Anche quando non è più 'affascinante', anche quando non è più sana e vigorosa. Sempre si tratta di vita umana".

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