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Cronaca

"Senza lavoro non c'è dignità", il patriarca prende per mano i disagiati

Accoglienza calorosa per Moraglia nel corso del suo ingresso nella Diocesi di Venezia. Toccati temi della crisi e della carità. Oggi pomeriggio la cerimonia ufficiale di insediamento

“L'attesa è stata lunga ma vedendovi dico: ne valeva la pena”.

Sono le parole scelte ieri dal nuovo Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, per inaugurare, a Mira, il suo percorso di ingresso nella Diocesi. Un percorso segnato da una particolare attenzione alla dignità di chi lavora e a chi vive in condizioni disagiate. “Da voi vengo come un padre e desidero prendervi per mano e in questo gesto c'è solo affetto”, ha confidato, nel benedire i fedeli, invitandoli poi a “guardare serenamente a questo periodo difficile che siamo vivendo e se ci prendiamo per mano non dobbiamo avere paura, per farlo bisogna scoprire la semplicità delle cose, solo così si può essere più forti”.

Molte le dimostrazioni di affetto e le carezze ai bambini, calorosa l’accoglienza dei fedeli, segnata, in particolare, da alcuni striscioni scritti dai ragazzini (“conta su di noi”, “contenti di essere con te”, “che gioia averti qui”). Ad attendere mons. Moraglia c’erano pure i Cavalieri di San Marco, tra i quali la cantante Katia Ricciarelli.

A Marghera, cuore industriale della Diocesi e simbolo, oggi, della crisi economica, un’attenzione particolare è stata dedicata al tema del lavoro. Se non c'è lavoro “si nega il diritto, ma soprattutto la dignità, della persona”, ha rilevato il nuovo Patriarca, nella chiesa di Gesù Lavoratore. “Dobbiamo crescere nel diritto del lavoro – ha poi aggiunto – nella certezza e nella sicurezza del lavoro. Dobbiamo pensare che dietro una persona c'è una storia, una famiglia, dei figli; cerchiamo qui a Venezia di riprendere la strada per affrontare queste difficoltà, nate con una crisi mondiale, che può diventare occasione di crescita”. “Quando in una collettività si vive troppo di precariato e si fatica troppo a garantire un reddito onesto per una famiglia – ha concluso – vuol dire che a livello economico, politico e istituzionale qualcosa non funziona".

Ad accogliere Moraglia a Marghera c’erano, oltre al sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, anche il presidente degli industriali veneziani, Luigi Brugnaro, e Nicoletta Zago, l'operaia della Vinyls che, assieme ad un collega, ha a lungo protestato da una torre del Petrolchimico, a circa 150 metri d'altezza, affinché le autorità trovassero una soluzione alla crisi di Porto Marghera.

Nella Chiesa del Sacro Cuore a Mestre, un autentico bagno di folla ha poi accolto il Patriarca, che, rivolgendosi ai ragazzi, ha detto: “dobbiamo tornare a riscoprire l'Eucaristia. Non vi prometto che i compiti in classe andranno meglio, ma vi garantisco che troverete il meglio di voi stessi perché con Dio non si perde mai il proprio tempo”. Altri striscioni, di natura più profana, hanno sottolineato la fede calcistica nerazzurra di mons. Moraglia e la visita si è conclusa con una vera e propria ovazione.

Tolta la veste vescovile, indossata la tunica nera del semplice sacerdote, ha servito la cena alla mensa dei poveri di Cà Letizia. “Vorrei che questo incontro non fosse isolato – ha sottolineato – Chi ha meno non vale meno, forse vale di più”.

Quella odierna si preannuncia una seconda giornata altrettanto ricca di appuntamenti, strette di mano e, ne siamo certi, emozioni, per il nuovo Patriarca di Venezia. Alle 10 la visita ai preti anziani e agli ammalati del Centro Nazareth di Zelarino, in linea con la sua volontà di rivolgersi in primis ai più deboli. Più tardi sarà accolto dalle autorità civili e religiose di Mestre, nel centro della città, sotto la torre di piazzetta Pellicani, per poi attraversare piazza Ferretto e incontrare la comunità mestrina nel Duomo di S. Lorenzo.

L’arrivo a Venezia è previsto per poco prima delle 14. Dal ponte di Calatrava si dirigerà verso il piazzale della stazione ferroviaria di Santa Lucia, per una preghiera, insieme ai bambini e alle famiglie della Diocesi, davanti alla statua della Madonna dell’Infiorata, la cui festa ricorre proprio il 25 marzo.

Il nuovo Patriarca salirà poi a bordo della balotina che lo condurrà lungo il Canal Grande. Il corteo acqueo, che sarà accompagnato dalle imbarcazioni delle associazioni remierie veneziane, farà tappa verso le 15 alla Basilica della Salute, per salutare i fedeli presenti, e giungerà poi al molo di piazza S. Marco, accolto dalle autorità civili, tra i rappresentanti di comune, provincia e regione.

La solenne celebrazione eucaristica di insediamento ed inizio del ministero episcopale veneziano avrà inizio alle ore 16.15, all’interno della basilica di San Marco, e la partecipazione sarà possibile esclusivamente tramite invito. Terminata la messa, mons. Moraglia saluterà i presenti in piazzetta dei Leoncini, per poi rientrare nel Palazzo Patriarcale.
 

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