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Tribunale: "Legittimo l'armamento della Municipale, obiezione per le assunte ante 2000"

La disputa era nata dopo la richiesta di una decina di vigili della polizia locale di Venezia che volevano poter svolgere il regolare servizio privi dell'arma

Il Tribunale di Venezia dà ragione al Comune: l'armamento dei vigili della polizia locale è legittimo. La disputa tra amministrazione e alcuni vigili era nata dopo che questi avevano chiesto la sospensione della procedura di armamento e l'accertamento del diritto a svolgere il regolare servizio privi dell'arma. E il caso era finito in Tribunale. Il giudice ha stabilito che l'obiezione riguarderà solo le assunte prima del 2000

“La decisione del Tribunale – commenta l'assessore al Personale, Paolo Romor - ci conferma che l'operato di questa amministrazione in tema di rapporti con i lavoratori avviene nel rispetto delle regole. Il giudice infatti ha sancito la legittimità delle nostre scelte sottolineando – cita testualmente Romor riprendendo un passaggio della sentenza – che “i dipendenti comunali appartenenti al corpo di polizia Municipale sono obbligati a dotarsi in via continuativa dell'arma per lo svolgimento delle loro mansioni lavorative; in altre parole, come stigmatizzato dal Comune quella che in passato è stata una facoltà di scelta del lavoratore, oggi è divenuto un obbligo, il tutto conformemente alla legge quadro sull'ordinamento della polizia Municipale".

Il 30 luglio del 2015 il Consiglio aveva approvato la delibera in forza della quale “tutto il personale del corpo deve essere armato con le sole eccezioni espressamente previste dal Regolamento Organico della Municipale di Venezia”. Questo affinché ciascun appartenente al corpo al quale è conferita la qualifica di agente di pubblica sicurezza possa garantire la sicurezza della nostra città in orario notturno. 

"Il Giudice ci ha dato ragione - prosegue Romor - permettendoci di poter tutelare la sicurezza e salvaguardia dei nostri cittadini e della nostra città anche durante la notte quando è maggiore la necessità di presidiare il territorio. Andiamo avanti con determinazione."

Con una terza sentenza, il giudice del Lavoro del Tribunale di Venezia ha riconosciuto il diritto all'obiezione di coscienza alle sole vigilesse “assunte sulla base di concorso antecedente alla modifica regolamentare del 2000 e di età tale per cui sarebbero state tenute, se di sesso maschile, all'abrogato servizio militare di leva obbligatorio e quindi a beneficiare della possibilità di obiezione di coscienza. Pertanto, è stato stabilito che tutti gli agenti di sesso femminile assunti dopo il 2000 sono obbligati a portare l'arma di ordinanza".

"Con queste sentenze – commenta il comandante della della polizia locale, Marco Agostini -  il giudice dimostra come il regolamento sia conforme alle norme. L'applicazione pratica sarà l'incremento del numero di agenti che potranno essere inseriti nei turni notturni, aumentando il presidio del territorio."

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