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Venezia, presidio dei giornalisti per ribadire il diritto di critica

Manifestazione stamattina contro le parole di Di Maio e Di Battista, che nei giorni scorsi si sono scagliati contro la categoria. Amadori: «Un segnale preoccupante»

Definiti «infimi sciacalli», «puttane» e «pennivendoli», i giornalisti dei vari Ordini regionali italiani hanno indetto per martedì mattina manifestazioni di protesta contro le parole degli esponenti del Movimento 5 Stelle. A Venezia il presidio si è svolto davanti alla sede del tribunale, in piazzale Roma, organizzato dal sindacato e dall'Ordine dei giornalisti del Veneto con lo slogan "giù le mani dall'informazione", a difesa della categoria. «Ci stupisce che questi attacchi arrivino dal ministro del Lavoro - ha detto la segretaria del sindacato, Monica Andolfatto - perché noi siamo lavoratori come gli altri e quindi vogliamo essere rispettati al pari degli altri. Non diciamo che non sbagliamo mai, abbiamo un Ordine e una deontologia, però il diritto di critica è sacrosanto».

La risposta dei giornalisti

Per il presidente regionale dell'Ordine, Gianluca Amadori, «attaccare i giornalisti, soprattutto in questo modo volgare e offensivo, non è rispettoso nei loro confronti ma soprattutto è un messaggio preoccupante, perché si inizia così e non si sa dove si può arrivare». Il presidio è la risposta agli insulti che Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista hanno rivolto alla categoria in seguito all'assoluzione del sindaco di Roma, Virginia Raggi.

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