"Erdogan, un terrorista che incontra il Papa", protesta davanti alla basilica di San Marco

Alcune decine di attivisti hanno acceso fumogeni da sopra la basilica e hanno srotolato striscioni in piazza: "Erdogan non sei il benvenuto. Da settimane bombardi i curdi"

Si sono presentati poco prima delle 11.30 di lunedì con fumogeni e megafono per gridare tutta la loro contrarietà all'incontro che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha in programma con Papa Francesco: "Ogni volta che verrai in Italia non sarai il benvenuto", hanno urlato i manifestanti, che fanno parte della galassia dei centri sociali del Nordest.

Gli attivisti hanno "occupato" simbolicamente il loggiato della Basilica esprimendo tutto il proprio dissenso anche nei confronti delle più alte cariche dello Stato: "Il presidente turco è responsabile della repressione del popolo curdo e del bombardamento di Afrin, è inaccettabile - è stato spiegato durante il presidio - ha le mani sporche di sangue". La situazione è stata monitorata dalle forze dell'ordine. Nessun problema allo stato per l'ordine pubblico, anche se manifestare a San Marco è vietato, quindi è probabile che gli autori del blitz saranno identificati dalla digos e su di loro continueranno gli accertamenti. L'iniziativa, oltre che dei centri sociali, è stata organizzata anche dall'associazione Ya Basta Êdî Bese. Alcuni attivisti sono anche entrati come normali turisti nell'edificio sacro per poi accendere un fumogeno e srotolare uno striscione sul loggiato: "Erdogan bloody handed", si legge.

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"La Turchia, secondo paese per esercito della Nato, continua a colpire in modo indiscriminato coloro che hanno sconfitto l’Isis attaccandoli nella città di Afrin, simbolo di pace ed accoglienza - si legge in una nota inviata dai manifestanti - L’operazione Ramoscello d’ulivo, è stata lanciata dalle forze turche lo scorso 20 gennaio, dopo mesi di minacce e bombardamenti da oltre confine. Si è passati dagli attacchi aerei a operazioni via terra portate avanti da migliaia di militanti dell’esercito libero siriano (FSA) armati e addestrati dalla Turchia. Il ramoscello di ulivo della Turchia di Recep Tayyip Erdogan offre pace e rinascita soltanto ai propri interessi nazionali. Oggi Erdogan sarà a Roma, accolto con gli onori di Stato da Gentiloni e Mattarella, e incontrerà anche Papa Francesco e il Segretario di Stato Vaticano Parolin, intavolando trattative politiche ed economiche e cercando così di sdoganare la Turchia dall’isolamento politico in cui si trova".

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