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Lo minaccia con la bottiglia e lo spintona per 10 euro, minorenne fermato dalla Digos

È successo in piazzale Giovannacci a Marghera. L'aggressore, trevigiano di 17 anni, era accompagnato dalla fidanzata. Già con precedenti, è stato denunciato dalla polizia

Disavventura nel tardo pomeriggio di sabato per un ragazzo veneziano. Si trovava in piazzale Giovannacci a Marghera attorno alle 18.30, quando è stato avvicinato da una coppietta di ragazzi minorenni entrambi di Treviso: di certo non aveva intuito quali fossero le loro intenzioni. Il lui della coppia, infatti, bottiglia alla mano, lo ha minacciato, intimandogli di consegnargli tutto ciò di cui disponeva. In prima battuta l'aggredito ha cercato di eluderlo e allontanarsi, ma quando il minore ha cominciato a spingerlo e strattonarlo, cercando di rubargli lo zaino che aveva in spalla, ha tirato fuori il portafoglio, consegnandogli il denaro contante che aveva, non più di 10 euro.

Digos in azione

L'aggressore, ottenuto il magro bottino, è quindi scappato. Senza fare però troppa strada. Un'amica del ragazzo rapinato, infatti, è riuscita a scattare una fotografia alla coppia, che ha confermato l'identikit fornito in precedenza alla polizia dalla vittima: lui capelli rasati e cresta, indossava dei pantaloni mimetici, lei capelli lunghi biondi, maglia nera e borsa chiara. È spettato ad una pattuglia della Digos che aveva sentito la nota radio e si trovava poco distante in via Trento fermare una coppia che corrispondeva in tutto e per tutto alla descrizione fornita.

La denuncia

Gli agenti hanno quindi fermato i due, portandoli in questura a Venezia, dove sono stati identificati. Per il rapinatore, di 17 anni, è scattata la denuncia in stato di libertà per il reato di rapina aggravata. A suo carico numerosi precedenti per spaccio di stupefacenti e detenzione di materiale pornografico.

Le parole di Gianfranco Bettin

Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera, ha voluto esprimere il suo grazie per l'operato delle forze dell'ordine: "Siamo grati alla Digos di Venezia che ha tempestivamente assicurato alla giustizia l’autore dela rapina con minacce. Il responsabile era con ogni probabilità nella zona proprio a causa del predominio stabilitovi dalle organizzazioni criminali che vi tengono basi importanti di spaccio: delinquenti italiani e magrebini e soprattutto la forte e spavalda banda nigeriana che da un paio d’anni ha conquistato un grossa fetta del mercato e, con l’eroina cosiddetta “gialla”, è la principale responsabile della tragica catena di morti che ha funestato la città negli ultimi mesi. I due fronti della stazione ferroviaria, dal lato di Marghera e da quello di Mestre, sono il terreno di caccia prediletto di queste bande e le zone circostanti sono l’area in cui in particolare la banda nigeriana ha posto salde radici (in negozi, bar, appartamenti oltre che ai soliti angoli di strada, giardini e marciapiedi). Sono queste radici che vanno estirpate, con un’azione integrata, ad ampio raggio e in profondità, riprendendo finalmente il controllo di intere zone cruciali della città".

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