Ulss4, completati gli screening nelle case di riposo

In tutto 2288 persone coinvolte, tamponi a 581 ospiti e 605 operatori. Test rapidi a 1247 persone. Il risultato è di 54 ospiti e 18 operatori positivi al Covid-19

Tamponi, archivio

Il personale dell'Ulss 4 ha completato gli screening nelle case di riposo del Veneto orientale, giovedì 9 aprile. Su un totale di 2288 persone coinvolte sono stati eseguiti tamponi a 581 ospiti e 605 operatori, oltre a questi sono stati effettuati test rapidi a 1247 persone, di cui 728 ospiti delle case di riposo. Allo stato attuale il risultato degli screening è di 54 ospiti (il 4%) e 18 operatori (1,6% del totale), positivi al Covid-19. 

Ripetizione dei test

Domani, scrive Ulss4, verrà ripetuto lo screening, mediante test rapidi, nelle strutture residenziali in cui erano stati riscontrati i primi pazienti positivi, allo scopo di continuare il monitoraggio della situazione. Sabato verrà completato lo screening anche nelle comunità per disabili. Sul fronte decessi si registrano 6 casi. «Attività frutto di un lavoro e di una collaborazione intensa con le strutture del territorio, - spiega il direttore dei servizi socio sanitari dell'Ulss 4, Mauro Filippi -, nella consapevolezza che il disagio sarebbe stato notevole, ma lo abbiamo fatto per tutelare la salute di pazienti e operatori». Si è costituito un gruppo di esperti Ulss che quotidianamente è presente nelle case di riposo, supportandole nell'adozione delle strategie più adeguate per assicurare la massima sicurezza agli ospiti, definendo il fabbisogno dei dispositivi di protezione personale, le procedure assistenziali e organizzative da seguire, gestione della situazione.

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Cinto Caomaggiore

Nella casa di riposo di Cinto Caomaggiore è stata creata un'area totalmente dedicata ai pazienti Covid che necessitano di isolamento. Attualmente la maggior parte delle persone contagiate è accolta nella struttura Francescon di Portogruaro gestita da personale della struttura che si è organizzato per rispondere efficacemente all’emergenza coronavirus. C'è un piano di sanità pubblica secondo le indicazioni della Regione che rappresenta l’opportunità di migliorare ulteriormente gli standard in termini di sicurezza e di prevenzione delle malattie trasmissibili. Un importante supporto è dato dalle nuove Unità speciali di continuità assistenziale, Usca, operative da oltre una settimana in questa Ulss con l'ausilio di medici e infermieri che, attivati dai medici di famiglia, si recano al domicilio degli anziani e nelle case di riposo stesse per valutare le condizioni di salute dei pazienti positivi al Covid.

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