Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca San Marco / Riva del Carbon

Salva Venezia, esplode la rabbia. Sindacati: "Via i sottosegretari"

Lo chiede Ragno (Uil) per dare un segnale al Governo. Ca' Farsetti occupato. Zappalorto: "Tornerò a Roma". Scelta Civica dovrebbe presentare l'emendamento

Venezia stretta dalle proteste. Venezia che vive sul filo questi giorni in cui si attende solo che in Parlamento approdi il cosiddetto "Salva Venezia", l'emendamento al decreto Milleproroghe che dovrebbe lenire le conseguenze dello sforamento del Patto di Stabilità per circa 90 milioni di euro da parte di Ca' Farsetti. Che siano ore di tensione lo testimonia il fatto che i dipendenti comunali hanno deciso di "occupare" Ca' Farsetti per un Consiglio autogestito.

Alzando così la voce e chiedendo che vengano attuate quelle azioni che qualche settimana fa sembravano quasi sicure. Almeno al termine di una riunione a Roma tra il commissario straordinario Vittorio Zappalorto e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio. Presenti anche i due sottosegratari Veneziani Pier Paolo Baretta ed Enrico Zanetti, che hanno cercato di ordire una trama "lagunare" interna al Parlamento per portare a casa il "Salva Venezia". Un decreto che fino a giovedì pomeriggio non aveva però ancora visto la luce, quando i tempi serrati del Parlamento dovrebbero portare all'approvazione del Milleproroghe entro la prossima settimana (ed entro il primo marzo in Senato).

RABBIA COMUNALI, CA' FARSETTI OCCUPATO

Insomma, giorno dopo giorno, ora dopo ora, le possibilità che Ca' Farsetti possa beneficiare di una sorta di salvagente si affievoliscono sempre più. Per il fatto, in soldoni, che il Governo nell'aiutare un Comune di Venezia potrebbe poi vedersi costretto ad aiutare tutti gli altri enti locali in difficoltà, innescando una lunga catena di richieste e proteste: "Non perdo certo le speranze e a breve sarò ancora a Roma proprio per perorare la causa della singolare situazione di Venezia - dichiara il commissario Zappalorto - Non abbiamo chiesto soldi al Governo, ma solo di tener conto della situazione speciale della città, che non ha altre pari in Italia per complessità territoriale, e di fare in modo che il commissario possa fare al meglio il lavoro per il quale è stato nominato.

Abbiamo elaborato un piano di rientro che appare necessario, se si vuole che questa città possa essere governata dal nuovo sindaco che a breve sarà eletto, senza che questo corra il rischio di ritrovarsi nell'impossibilità di chiudere il bilancio, con le conseguenze che si possono facilmente immaginare". Da una parte ci sono i dipendenti comunali la cui rabbia è esplosa giovedì pomeriggio, dall'altra c'è il gioco politico romano. In cui Venezia rischia di passare in secondo piano. Da Mario Ragno, segretario della Uil Funzione Pubblica, arriva la richiesta ai due sottosegretari all'Economia, veneziani, di dimettersi. Per dare un segnale forte all'Esecutivo. Ma da Roma sarebbe arrivata una rassicurazione dal sottosegretario Enrico Zanetti, che avrebbe dichiarato che l'emendamento sarà presentato dal gruppo di "Scelta Civica" in Parlamento. Dopodiché servrà capire se avrà i numeri per essere approvato.

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