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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Punta della Dogana

"Statua sfrattata? Peccato. Si sono tollerate schifezze ben più immonde"

Vittorio Sgarbi, critico d'arte ed ex funzionario ai Beni artistici del Veneto, entra nella discussione su "Ragazzo con rana" di Punta della Dogana: "Hanno prevalso i conservatori di una città che si vuole immobile"

"Venezia non ci ha nè perso nè guadagnato. La statua di Ray avrà una sistemazione diversa? Peccato, stava bene dov'era. Non mi sembrava che arrecasse nessun disturbo. A prevalere sono stati i conservatori di una città immobile. Forse gli stessi che non tolleravano le sculture di Botero sui pontili". Ad entrare nella discussione sulla rimozione dell'ormai celebre statua "Ragazzo con la rana" da Punta della Dogana è Vittorio Sgarbi, noto critico d'arte già ex funzionario dei Beni artistici del Veneto. Secondo Sgarbi l'opera realizzata da Charles Ray, dal 2009 in mostra a Venezia, sarebbe "compatibile con l'ambiente circostante, elegante e non invasiva, sulla quale si è sollevato un inutile polverone".

Sulle pagine de "Il Giornale" di Milano il critico d'arte non si trattiene. E qualche riga la dedica ad una dura reprimenda sulle scelte artistiche cittadine: "A Venezia si sono tollerate e si continuano a tollerare schifezze immonde, come la carcassa di automobile all'esterno di Palazzo Grassi. E non si è spesa una sola parola sulla rimozione delle pittoresche ventole dietro San Rocco, che considero ben più grave". "Ma tutto sommato chi se ne frega" tiene a ribadire, poi, il critico d'arte: "Un lampione non è fondamentale a livello conservativo, specie se si tratta di una copia dell'originale. Per quello di Punta Dogana la reazione è stata eccessiva".

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