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Attesa per l'incontro sindacati, azienda e sindaco del 4 maggio 2021

Attesa per l'incontro sindacati, azienda e sindaco del 4 maggio 2021

Tavolo dei trasporti pubblici: sindacati, Avm, sindaco Luigi Brugnaro. Il clima è sereno

«Sono stati fatti passi avanti», dice la nota congiunta. La disdetta di ulteriori accordi è congelata fino al primo ottobre. Il tavolo istituzionale è stato fissato per il pomeriggio dell'11 maggio. Ora deve ripartire il tavolo tecnico fra azienda e sindacati

Congelamento di una parte della disdetta normativa e di quella economica fino ad ottobre 2021, reinserimento di alcune linee alla fine del mese di maggio e un tavolo istituzionale già fissato per l'11 maggio pomeriggio per discutere dei problemi strutturali del Tpl (traporto pubblico locale) veneziano e del riparto veneto del fondo nazionale per il finanziamento del trasporto. «Sono stati fatti passi avanti», hanno commentato in una nota congiunta l'azienda Avm e i sindacati dopo l'incontro di oggi, martedì 4 maggio, con il sindaco Luigi Brugnaro.

All'incontro istituzionale dell'11 è stata chiesta la partecipazione del ministro dei Trasporti Enrico Giovannini assieme alla Regione, al Comune, ai sindacati confederali e al prefetto Vittorio Zappalorto. Nel mirino c'è la specialità di Venezia e i fondi per i servizi dopo il cambio di scenario imposto dalla pandemia e la perdita del turismo. Ci sono mezzi come il ferry boat (fuori contributo) che si sta pensando di equiparare ai collegamento con le isole per poterli garantire. Ma più in generale, c'è il mantenimento dell'azienda in house, i conti in pareggio, gli stipendi, i posti di lavoro e il ricambio generazionale che vanno assicurati nel giro dei prossimi 4-5 anni. 

«L’incontro tra amministrazione, gruppo Avm e organizzazioni sindacali si è svolto in un clima disteso - hanno commentano tutte le parti -  È stata condivisa la necessità di andare avanti, superando le divisioni delle ultime settimane, anche sulla base dei punti evidenziati nella lettera inviata dai sindacati al sindaco Luigi Brugnaro. Punti che sono stati positivamente considerati da Comune e azienda e che si aggiungeranno ai temi proposti dall'azienda (Avm, Actv e VeLa)». Con il sindaco c'erano l'assessore alle Partecipate Michele Zuin, il capo di Gabinetto Morris Ceron e il segretario generale Silvia Asteria. «All’inizio dell’incontro - prima delle 14 - il sindaco Brugnaro ha comunicato la volontà di congelare l’entrata in vigore della parte economica e normativa, prevista per il primo luglio 2021, fino al primo ottobre 2021. Una scelta che ha voluto essere un ulteriore invito alle parti per poter raggiungere un accordo a salvaguardia della continuità aziendale». E in vista di una stagione che sta per ripartire con il Salone nautico, la Biennale e tutti gli eventi che potranno essere riattivati per la ripresa, in una città che ha bisogno di servizi all'altezza. «Non ci sono né vincitori né vinti. Ha vinto la città», il commento.

Andrà avanti anche la trattativa fra azienda e sindacati, sempre alla presenza di un rappresentante dell'amministrazione comunale. A fine aprile sono stati tolti una decina di riposi all'anno, circa uno al mese, ai lavoratori della navigazione e dell'automobilistico. Dopo la riorganizzazione delle soste e dei turni c'è stata anche la rimodulazione delle ferie e sono stati eliminati i limiti della percorrenza giornaliera del ponte della Libertà. Sembra ora ci sia un'apertura aziendale alla rivisitazione dei turni, con l'inserimento di una decina di lavoratori di rientro dalla cassa integrazione nella navigazione e 7 nel turistico. Come precisato la restante parte del normativo, che doveva essere modificata, non verrà toccata fino a ottobre e dopo l'estate si affronteranno questioni come i pre-pensionamenti, la formazione, il turn-over del personale.

«È un punto di partenza importante, anche per la città», ha commentato Francesco Sambo segretario regionale della Uiltrasporti. «Un'apertura chè finora non c'era stata - dice Valter Novembrini, segretario della Filt Cgil Venezia -. A seguire faremo le assemblee con i lavoratori e lì si deciderà se accettare la sfida e portare le nostre iniziative al tavolo per risolvere la crisi economica aziendale (un ammanco di oltre 60 milioni che va aumentando): noi non lo abbiamo mai negato». Per Fabio Carcich, coordinatore del sindacato di base Sgb, che ha partecipato al tavolo, «il sindaco ha chiesto all'azienda di fare un alleggerimento dei turni, ma non è stato ritirato quanto fin qui disdettato. Porteremo ora le nostre proposte e capiremo subito se Avm è interessata a fare un recupero o il suo unico scopo è quello di abbassare il costo del lavoro - dice Carcich - Ci sono linee, ad esempio, che hanno viaggiato vuote in pandemia, come la 5 e la 43. Perchè non toglierle e risparmiare anziché chiedere sacrifici ai lavoratori? Con il riavvio della stagione, per garantire i servizi serviranno altri lavoratori. Ma se l'azienda non può assumerli, almeno faccia lavorare in condizioni accettabili quelli che sono in servizio».

L'incontro è un passo avanti anche per Marino De Terlizzi, segretario della Fit-Cisl del Veneto. «L'amministrazione ha accolto i contenuti della lettera che gli abbiamo mandato e che proponeva: scivolo pensionistico, ricambio generazionale con sblocco parziale del turn over, ammorbidimento di alcuni turni pesanti, attivazione del tavolo istituzionale per reperire risorse per garantire il servizio anche senza il turismo. Questo sarà importantissimo per definire il nuovo trasporto pubblico e chi lo finanzia - continua De Terlizzi - La trattativa aziendale proseguirà invece nel tavolo tecnico, per cui in settimana si definirà una data per la prossima convocazione. L'accoglimento delle proposte dei sindacati è un segnale positivo. Il sindaco, ma anche l'azienda a dire il vero, hanno dichiarato che mai e poi mai vorrebbero andare a mettere le mani in tasca ai lavoratori. E per questo è importante trovare le risorse necessarie a garantire il servizio. Nelle prossime settimane l'amministrazione comunale auspica che anche il tavolo tecnico faccia altri passi avanti, perché entro il 30 giugno si dovrà decidere se mantenere il servizio in house o mandarlo a gara, e pertanto è necessario, se non raggiungere un accordo tra azienda e sindacati, almeno dare segnali tangibili». 

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