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Vendevano le stesse auto a più persone senza consegnarle: 11 persone arrestate

La polizia ha stretto le manette ai polsi ai componenti di un'organizzazione che ha sfruttato il lockdown per effettuare operazioni di compravendita di veicoli online. Arresti anche in provincia di Venezia e sequestri per 700mila euro

Vendevano le stesse automobili di pregio a prezzi molto vantaggiosi a più persone, il minimo comun denominatore era sempre lo stesso: i veicoli non venivano mai consegnati agli acquirenti. L'operazione, che ha permesso alla polizia di smantellare un'organizzazione criminale strutturata, ha portato a 11 arresti, dieci dei quali in carcere, sequestri di 13 conti correnti e di beni per oltre 700mila euro. Sono decine le persone raggirate, che avrebbero accusato danni economici stimati, al momento, in più di 600mila euro.

Le indagini della Polstrada

Le indagini sono state condotte dalla polizia stradale di Rovigo, in collaborazione con quella di Vicenza. Il modus operandi messo in piedi dall'organizzazione era semplice ed efficace per il periodo di pandemia sanitaria (da qui il nome dell'operazione, Viralcars). I truffatori hanno sfruttato a proprio vantaggio il lockdown: mettevano in vendita online automobili già immatricolate, alle quali oscuravano targa e numeri di telaio. Gli acquirenti, ingolositi per il prezzo ma impossibilitati a muoversi viste le restrizioni, cadevano nella rete e decidevano comunque di acquistare il mezzo. Come risultato, si trovavano con il conto in banca più leggero e un pugno di mosche in mano.

Le persone arrestate, tutti con precedenti penali, provengono in particolar modo dalle province di Venezia, Treviso, Padova e Pordenone; uno è di Piacenza, mentre un pescarese è finito ai domiciliari.

Le indagini della Polstrada sono iniziate dalla segnalazione della motorizzazione di Rovigo su un anomalo tentativo di immatricolazione di due auto che hanno portato gli agenti ad effettuare degli accertamento presso una concessionaria di Occhiobello (Rovigo). Intestata ad un prestanome, nei giorni immediatamente successivi ai controlli l'attività ha chiuso in fretta e furia, svuotando i locali.

Dopo questo episodio i criminali non hanno comunque interrotto la loro attività, proseguendo i loro traffici altrove: rivendevano all’estero auto acquisite da società di noleggio o in leasing, danneggiando le ditte del settore. Fino a quando la polizia non ha scoperto l'articolato giro di truffe e identificato e arrestato i complici.

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