Cronaca Chioggia

Ubriachi fin dalla terza media, un ragazzo su due consuma alcolici

Andando avanti con l'età le percentuali si fanno inquietanti: si beve almeno una volta a settimana. A Chioggia la prevenzione del Ulss 14

Il primo bicchiere si beve da giovani, anzi da giovanissimi, ancora minorenni, e si inizia in famiglia. Da una prima indagine del 2010 sul consumo di alcol nelle prime classi delle scuole superiori del territorio chioggiotto è emerso che già il 50% degli studenti era solito bere almeno una volta nell’ultimo mese e, la metà di questi, almeno una volta alla settimana. Mentre nelle classi di terza media inferiore, su un campione di 280 ragazzi, si è visto come il 48% aveva già bevuto alcolici, che la maggioranza aveva iniziato proprio a casa e che il 6% si era sentito male per gli effetti dell’alcol.

TENDENZE PERICOLOSE - "Purtroppo - spiega Ermanno Margutti, responsabile del Ser.D dell’Ulss 14 di Chioggia - sono sempre più frequenti i ricoveri in ospedale di giovanissimi, in stato di coma etilico, soprattutto nei periodi estivi durante party in spiaggia sia pomeridiani che notturni, nonostante il divieto assoluto di vendere alcolici ai minori di 18 anni". È cambiata da qualche anno la modalità di consumo dell’alcol nei giovani: sempre più si sta affermando il "binge drinking", una modalità ereditata dai Paesi anglossassoni in cui si ingerisce la massima quantità di superalcolici nel minor tempo possibile, una vera abbuffata di alcol con esiti pesantissimi. "Poiché gli utenti che si rivolgono a noi – continua Margutti - lo fanno molti anni dopo l'insorgere del problema, anche dopo 20 anni, è sempre più importante investire sui giovani e sulla prevenzione specifica sui rischi dell’abuso alcolico e sulla promozione di vita sana. Anche perché va ricordato sempre che l’uso di alcol fa da volano all’uso di altre sostanze ed è sicuramente causa di ulteriori comportamenti a rischio soprattutto nei ragazzi più giovani (rischio di contrarre malattie sessualmente trasmesse, gravidanze, incidenti stradali)”.

METODO ATTIVO - “Preso atto ormai della precocità di iniziazione all’alcol e della diffusione dell’uso e dell’abuso nell’adolescenza – dice lo specialista - il Ser.D sta attuando dei programmi di prevenzione all’alcol già dalle scuole medie inferiori attraverso l’utilizzo della media-education, cioè l'utilizzo della tecnologia per fare prevenzione: si usano i social network e nuovi strumenti di comunicazione come l'IPad o lo smartphone. Ormai sono superati, infatti, quegli incontri dove c'è un medico che spiega e l'alunno che zitto ascolta. Si ottengono più risultati se mettiamo i giovani in una posizione attiva".

SENSIBILIZZAZIONE DIGITALE - Da qualche mese i ragazzi delle medie inferiori di Chioggia e cinque classi delle medie superiori stanno lavorando ad un progetto, mai sperimentato in loco, con l'impiego degli smartphone. "In pratica - continua Margutti - i ragazzi saranno registi per un giorno di una campagna di prevenzione contro l'uso e l'abuso di alcol. Ciascuno ha il compito di presentare un video, girato col proprio telefonino, che deve far riflettere i propri coetanei sul tema alcol e sulla sua dipendenza". Verranno poi scelti una quindicina di video che saranno proiettati durante un dibattito pubblico venerdì 16 maggio dalle 10 alle 12 in auditorium a Chioggia.

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