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Terza ondata di Covid dopo le vacanze, Veneto ad alto rischio. Gli scienziati: «Più restrizioni»

L'indice di contagio Rt torna a salire a dicembre e ci sono alcuni territori a rischio complessivo più alto. Tra questi il Veneto. Il pericolo della ripresa dell'epidemia dopo Natale 2020 e l'esortazione degli scienziati ad ampliare le restrizioni

È bastato un po' di shopping per far risalire l'indice di contagio e mettere a rischio cinque regioni italiane. Ieri il bollettino della Protezione Civile sull'emergenza coronavirus riportava 14522 nuovi casi, circa 1300 in più rispetto al giorno prima, con un tasso di positività all’8,3% (il giorno precedente era l’8%), alla faccia di tutti quelli che a settembre dichiaravano la prossima fine dell'emergenza, la seconda ondata dell'epidemia ha certificato un numero maggiore di morti rispetto alla prima. Lo riporta Today.

Le cinque regioni a rischio a gennaio 

Le vittime sono in Italia arrivate a quota 70.395: abbiamo superato dunque anche la soglia dei 70mila decessi, e non è detto che il peggio sia alle spalle. I numeri dicono che il Veneto attualmente è la regione più colpita con 3357 contagiati in 24 ore, seguita dalla Lombardia (2153), l'Emilia-Romagna (1129) e la Campania che è tornata stabilmente sotto quota mille.

Decade l'ordinanza regionale e si entra in zona rossa: tutte le limitazioni

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Il Veneto è anche primo nella casistica dei morti con 166 decessi, seguito da Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. Mentre calano i ricoverati ordinari e le terapie intensive, secondo gli scienziati la lettura dei dati fa emergere «una situazione estremamente variegata che espone alcune aree a un maggior rischio in vista della riapertura delle attività del 7 gennaio».

«In Veneto la più alta incidenza del virus in Italia»

Sempre secondo il monitoraggio mentre è complesso prevedere quale tipo di impatto potrebbero avere le feste natalizie sull'epidemia, «tuttavia le aumentata mobilità e interazione interpersonale potrebbero determinare un aumento rilevante della trasmissione di Sars-CoV-2». E questo comporterebbe «un conseguente rapido aumento dei casi a livello potenzialmente superiore a quanto osservato a novembre». Ovvero, si arriverebbe alla terza ondata. Gli esperti esortano il Veneto «ad applicare con urgenza le misure previste per questo livello di rischio nel documento "Prevenzione e risposta a Covid-19"», ovvero a varare nuove restrizioni, anche perché la regione ha un'incidenza di quasi 500 positivi per centomila abitanti, la più alta in Italia.

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