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I dirigenti dell'azienda

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Venezia assaltata dai turisti: "Actv vittima di chi non pianifica i flussi"

L'ad di Avm Seno allontana le polemiche sui disagi patiti dai veneziani: "Queste sono le barche a disposizione, inevitabile un servizio scadente"

Sperimentazione è e sperimentazione rimane. Questo il messaggio che i dirigenti del gruppo Avm e Actv hanno lanciato presentando i dati di bilancio 2013 aziendali. Numeri che invertono la tendenza e che denotano un trend positivo dopo l'avvio del piano industriale che dovrebbe risanare l'azienda di trasporti pubblici nel 2016, quando è previsto il ritorno a un utile: "Non sediamoci sugli allori - ha commentato Giovanni Seno, amministratore delegato di Actv - la strada è ancora in salita. I dati mostrano che, dal punto di vista dell’utile, l’anno si è chiuso molto meglio rispetto alle previsioni, facendo segnare una perdita di 8,6 milioni di euro, dimezzata rispetto al 2012 e migliorativa rispetto al piano per 4,4 milioni di euro, senza aver beneficiato di alcuna posta straordinaria. Noi abbiamo ereditato una situazione di conti disastrosa. Non dobbiamo quindi calare la guardia perché abbiamo il dovere di riuscire comunque durante l'esecuzione di questo piano di recupero a offrire un servizio decente ai veneziani, cosa che ora non c'è. E' palese".

Del resto le situazioni vissute il 25 aprile e a Pasqua sono ancora vive nella memoria di residenti e turisti. Con battelli strapieni e lunghe code agli imbarcaderi.  Come se ne esce? "Con la pianificazione. Dei flussi e anche del rinnovamento della flotta - dichiara Seno - se dall'oggi al domani il centro storico viene assaltato da 50mila turisti chiaro che si va in difficoltà. Per l'estate è comunque previsto un servizio rafforzato. Ma sia chiaro che Actv è vittima di questa situazione. Vittima di un 'sistema città' da sempre carente nella pianificazione della gestione dei flussi".

I dirigenti di Actv, poi, separano le critiche sui Giracittà da quelle sulle giornate di pienone: "Nel primo caso stiamo portando avanti un dialogo con le municipalità per capire a quali criticità porre rimedio - afferma Nicola Cattozzo, direttore generale di Actv - poi serve capire anche la flotta del futuro. Abbiamo due problemi principali. La necessità di abbattere i tempi di carico e scarico (ma i vaporetti per come sono concepiti non permettono di separare chi sale da chi scende, ndr) e la necessità di poter gestire al meglio i bagagli. Ora la capacità di carico deve essere ben diversa rispetto ai decenni passati".

Sulla stessa linea d'onda l'ad Seno, che mette nel mirino turisti con bagagli molto voluminosi: "Nel progetto di nuovo vaporetto in cantiere abbiamo chiesto di risolvere entrambe le criticità - sottolinea - ma serviva farlo già molto tempo prima. Non possiamo mettere cinquanta vaporetti in più in Canal Grande. Non ci sono i soldi e, nel caso, andava pianificato molto prima. Se la politica non governa i flussi quelle sono comunque le imbarcazioni a disposizione".

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