Poligof, salta il tavolo con l'azienda. Lo sciopero continua

Per le sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e la rsu l'amministratore delegato avrebbe incontrato solo le rappresentanze sindacali unitarie

Sciopero in Poligof, martedì 3 novembre 2020

L'opportunità che sembrava si fosse aperta martedì in Poligof, ex Pansac, con la richiesta d'incontro giunta dall'azienda per riaprire la trattativa interrotta, giovedì è naufragata. Lo hanno riferito i lavoratori e le sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, con la rsu, in un comunicato. Lo sciopero iniziato a turni di due ore al giorno il 28 ottobre scorso, andrà avanti, dicono dalla ditta di produzione di materiale sanitario sulla Romea a Mira. «Purtroppo a niente sono servite le richieste di riapertura del dialogo da parte delle segreterie sindacali. L'ad continua a negare loro l’intervento, dicendo alla rsu di voler incontrare solo le rappresentanze unitarie, senza la partecipazione dei sindacati», si legge.

Nessuna variazione della nuova organizzazione del lavoro, che è il motico dello scontro iniziato una quindicina di giorni fa, quando la rsu e i dipendenti,  240 persone circa, hanno visto togliere personale da alcune linee di produzione, «per decisione unilaterale dell'amministratore delegato Poligof, Luca Parolari. Alcune linee sono già sguarnite del personale operante - scrivono -  e questo comporta per chi lavora di dover faticare il doppio, senza attenzione alla sicurezza dei lavoratori. Arrivati a questo punto - affermano sigle e dipendenti - non avendo avuto nessuna convocazione ufficiale al tavolo aziendale, riteniamo opportuno che la vertenza venga discussa nelle sedi istituzionali più opportune. I lavoratori stanno scioperando, a scapito del proprio salario, vista la reiterata mancanza di dialogo che si continua a non comprendere».

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