Conte: restrizioni prorogate fino al 3 maggio

«La fase 2 è già partita con un piano per il riavvio delle attività produttive». Al lavoro un gruppo di professionisti con il comitato tecnico scientifico. «Mes non è lo strumento adatto»

Cinque ore di vertice di maggioranza per il governo del premier Giuseppe Conte. Alle 19.30 di venerdì 10 aprile è arrivato l'annuncio ufficiale della proroga delle restrizioni, ma anche di alcune parziali riaperture. «Il comitato tecnico scientifico ci ha dato segni incoraggianti - ha detto - e le misure fino a qui adottate stanno funzionando. Se cedessimo adesso rischieremmo che tutti i risultati positivi vengano perduti. Dobbiamo mantenere alta l'attenzione. Lo dobbiamo fare il 25 aprile e nel ponte del primo maggio. L'auspicio è che da dopo il 3 maggio si possa ripartire: con cautela, con gradualità, ma ripartire. Nel frattempo dobbiamo rispettare le regole e mantenere le distanze sociali. La proroga vale anche per le attività produttive, con qualche piccola variazione: riapriamo le librerie, le cartolerie, i negozi per bambini e neonati e alcune altre attività».

La lista delle attività che potranno riaprire da dopo Pasqua

La sicurezza

«Nostra determinazione è di allentare quanto prima le restrizioni per far ripartire il nostro motore e pieno regime. Quello che vi posso promettere è che se si verificassero delle variazioni provvederemo ad apportare delle modifiche - continua il premier Conte -. Il lavoro per la fase 2 è già partito attraverso un programma articolato. Dovendo convivere con il virus abbiamo costruito un programma con due pilastri: l'istituzione di un gruppo di esperti, presieduto da Vittorio Colao, e un protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Ne dobbiamo approfittare per rivedere i modelli organizzativi della produzione e della socialità, in modo che tengano conto della qualità della vita. Avremo nostre professionalità che collaborano da Berkeley e Harvard per la riprersa in sicurezza delle attività produttive. Nel frattempo chiediamo alle imprese di provvedere alla sanificazione dei luoghi di lavoro predisponendosi già ora all'adozione di tutte le misure di sicurezza. Dipenderà da tutti, se tutto procederà si riavvierà il sistema. Non possiamo permetterci una ricrescita di una curva del contagio. Dobbiamo anche ripensare alcune logiche dei trasporti, evitando mezzi che creano assembramenti».

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Europa

Saranno necessari 1500 miliardi per affrontare questa emergenza - conclude Conte nella diretta del venerdì santo - . Anche negli Stati Uniti vengono impiegati 1200 miliardi. Le proposte dei ministri dell'Eurogruppo sono i primi passi. L'Italia giudica quanto fatto insufficiente. Occorre costruire qualcosa di più ambizioso, un fondo finanziato con una condivisione dello sforzo, con i famosi eurobond, con risorse richieste da un'economia di guerra. Il Mes (meccanismo europeo di stabilità) esiste dal 2012. Questo governo non lavora nelle tenebre - si rivolge all'opposizione il premier - se ha proposte da portare questo governo guarda negli occhi gli italiani. L'Italia non ha bisogno del Mes perchè lo ritiene uno strumento inadatto all'emergenza. Ci stiamo battendo per avere strumenti innovativi e lavoreremo con coraggio e determinazione per questo. Ma c'è un intero capitolo di prospettiva di condivisione degli eurobond, di condivisione del rischio, e gli altri paesi hanno dovuto accettare di lavorare a questo nuovo strumento».

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