Botta e risposta sul finanziamento della legge speciale

Faccia a faccia Tomaello-Baretta sui fondi per gli interventi a salvaguardia di Venezia

Venezia, laguna. Archivio

«Baretta nega i fondi della legge speciale». A dirlo è il coordinatore della Lega del Veneziano Andrea Tomaello, riferendesi al voto di maggioranza - di cui il sottosegretario all'Economia e Finanze fa parte al governo - che in parlamento ha bocciato l'emendamento a prima firma del deputato veneziano della Lega, Alex Bazzaro, che avrebbe garantito lo stanziamento di 300 mila euro per la legge speciale. «Vuole diventare sindaco e nega i finanziamenti alla città - dice Tomaello -. E per fortuna che è parte della compagine di questo sconclusionato governo. Il sottosegretario Baretta, con il suo partito, se si candida a Venezia - dove è tornato a farsi vedere - dovrebbe almeno mostrare di avere a cuore la nostra città». 

La legge speciale

Nel portale della Regione Veneto si evince che la legge speciale per Venezia, «una delle aree umide naturali più estese ed importanti d’Europa e dell’intero Bacino Mediterraneo», risale al dopo alluvione del 1966 nella cittò lagunare. Nel 1973 venne varata la legge, del 16 aprile, numero 171: Interventi per la salvaguardia di Venezia (la prima legge speciale) «per affrontare in maniera organica le diverse problematiche ponendole come obiettivo di interesse nazionale». Per il conseguimento del disinquinamento della laguna di Venezia e del suo Bacino scolante, la Regione del Veneto ha approvato il Piano Direttore 2000, che rappresenta il principale documento di programmazione. I finanziamenti negli ultimi 20 anni non sono stati sistematici da parte dei governi. Con l'alluvione del novembre 2019 le condizioni per Venezia sono cambiate e il commissario per Venezia, il sindaco Luigi Brugnaro, è tornato a chiedere fondi per la città.

Il comitatone di dicembre

Il 12 dicembre scorso il governo ha dato il via libera al finanziamento di 60 milioni per la manutenzione di Venezia e della laguna attraverso l'emendamento firmato dai senatori del Pd Daniele Manca, Alan Ferrari e Andrea Ferrazzi, che autorizza la spesa attraverso la legge speciale. Prevista, inoltre, l'istituzione (per 500 mila euro) del centro di studio e ricerca internazionale sui cambiamenti climatici in collaborazione con i centri di ricerca, le università e le istituzioni locali. I 60 milioni si sommano ai soldi dell'emergenza acqua alta, a quelli del Mose e ai fondi per i marginamenti a Porto Marghera. «Abbiamo chiesto al Comitatone 1 miliardo e mezzo per dieci anni - il commento del sindaco Luigi Brugnaro - Sono 150 milioni all'anno per poter rifinanziare quelle manutenzioni ordinarie che sono state fatte sulle case, sugli edifici e che ormai da più di 10 anni non vengono più dati a Venezia».

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La replica

«Le bugie hanno le gambe corte», replica il sottosegretario al Mef Pier Paolo Baretta. «L’emendamento dell’onorevole Bazzaro non è stato respinto dal governo, è stato dichiarato inammissibile dal presidente della quinta Commissione Bilancio della Camera dei deputati, Claudio Borghi che è della Lega, perché privo di copertura. Non basta dire stanziamo dei soldi, bisogna anche indicare dove si trovano. Questo prevede la Costituzione (articolo 81). Anche la propaganda va fatta bene. Tomaello si informi prima di lanciare accuse infondate. Approssimazione e furbizie non servono. Tanto meno a Venezia che ha bisogno di essere governata da persone serie e competenti».

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