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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Nell'era iPhone a palazzo Ferro-Fini scoppia la "guerra degli striscioni"

Lanciare gli slogan dai terrazzini sul Canal Grande è l'ultima "moda" in Consiglio regionale. Lega critica: "Le pareti non sono una bacheca". Il Pdl: "Ce l'hanno staccato, lo esponiamo di nuovo"

Nella politica di Facebook e Twitter, delle riunioni via Skype e del rapporto diretto con i propri elettori "via tablet", ecco che a palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale scoppia la "guerra degli striscioni". Con il Canal Grande a fare da platea e i terrazzini delle sedi dei vari gruppi consiliari come palcoscenico.

 

L'ultimo caso ieri, con i rappresentanti della Federazione della Sinistra Veneta in Regione che hanno appeso alle finestre uno striscione bianco con scritto "No Tav, solidarietà con la Valsusa". Il copyright di questa forma di comunicazione "da stadio" forse però è da ricercare dalla parte opposta dell'agone politico: il capogruppo del Pdl in Regione Dario Bond e l'assessore all'Istruzione Elena Donazzan, infatti, due giorni fa avevano appeso uno striscione di solidarietà nei confronti dei due militari italiani del battaglione San Marco arrestati in India. "Salviamo i nostri marò", lo slogan che campeggiava da un terrazzino di palazzo Ferro-Fini.

LEGA NORD CRITICA - “Questa è la sede della massima istituzione legislativa del Veneto, e le sue facciate non vanno utilizzate come bacheca per battaglie politiche dell’una o dell’altra parte - attacca il consigliere e assessore leghista Maurizio Conte - Non siamo a Striscia la Notizia e credo non servano azioni dimostrative a colpi di striscioni in un Consiglio regionale".

Risultato: striscioni tolti "dalle bacheche" su decisione del presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, del Pdl. Questo "per rispetto delle norme in materia di decoro degli edifici pubblici". Ma il capogruppo del Popolo della Libertà Dario Bond non ci sta: "Non ci sembra di aver violato nessun regolamento - spiega - Quello striscione ha carattere esclusivamente istituzionale, non c'é nessun simbolo di partito. Speravo in un maggiore rispetto non tanto nei nostri confronti quanto in quello dei due marò". E il compagno di partito Piergiorgio Cortellazzo rincara la dose: "Stamattina il gruppo Pdl ha deciso di esporlo di nuovo. Non abbiamo paura di multe o di sanzioni: di fronte a questo genere di battaglie non c'é burocrazia che tenga". La telenovela quindi sembra destinata a fornire nuove puntate.

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