Referendum Mestre Venezia, il sindaco invita a non andare a votare

Associazioni, comitati e partiti chiedono a Zaia la data al più presto

«La legge va applicata. Daremo a essa adempimento». Il presidente del Veneto Luca Zaia prende atto della pronuncia del Consiglio di Stato favorevole al referendum Venezia Mestre, anche se «l'ufficio legale non ha ancora letto la sentenza». A chiedere una stretta dei tempi ci pensa tutto il fronte locale. Associazioni, comitati e la politica. Anche quella per il «no al referendum», del sindaco Brugnaro. Promette si asterrà dal fare campagna elettorale sulla questione, il primo cittadino di Venezia e della Città metropolitana. Ma prima del silenzio chiede a Zaia di «indicare quanto prima la data della consultazione» e invita i cittadini «a esercitare il diritto di non andare a votare per l'ennesimo referendum sulla separazione».

«La forza dell'unione»

«Dalla divisione di Mestre da Venezia non si tornerà più indietro - per il sindaco -. Stiamo avviando milioni di euro di investimenti e creando posti di lavoro. Cosa succederà a questi interventi? Chi vorrà investire in una città bloccata dalla burocrazia? Quale futuro per Casinò, il trasporto pubblico, il sistema museale, la gestione del patrimonio, Veritas? I nostri sogni e progetti che fine faranno? Il nuovo stadio? Il palasport? Il rilancio di Porto Marghera a partire dalle bonifiche? Piccolo è bello, ma grande è meglio - continua -. Chiunque vede la ripresa economica e sociale dal Lido a Zelarino, da Sant’Erasmo e Pellestrina a Marghera, a Favaro Veneto e Tessera. Una decisione romana tenta di indebolire la città. La storia ci insegna - conclude - che Venezia deve restare unita, perché solo così è fortissima».

«Libertà ed espressione»

Per il Gruppo Misto «la Regione avrebbe potuto evitare gli effetti del ricorso al Tar, divenuti ostacolo al riconoscimento della libera espressione dei cittadini. Una situazione di sofferenza  - è quella - della città insulare da un lato, e della terraferma dall’altro - afferma Ottavio Serena - tanto da far ritenere sbagliato proprio l'assetto amministrativo. Non sarebbe per questo comprensibile una ulteriore fase di temporeggiamento». «Il sindaco Brugnaro, che nella scorsa campagna elettorale ha siglato un patto con i movimenti autonomisti, salvo poi, dopo averne incassato i voti, rimangiarsi la parola, è stato il maggiore avversario del referendum e, al tempo stesso, con gli atti della sua giunta, sostenitore delle istanze separatiste - per il Partito Democratico di Giorgio Dodi, Monica Sambo, Nicola Pellicani ed Emanuele Rosteghin -. L'amministrazione comunale si è sempre più allontanata dai territori, azzerando di fatto le Municipalità». «Votate "sì" o "no", ma andate a votare - l'appello del Gruppo25Aprile -. Il nostro futuro è cosa troppo preziosa per essere delegata alla volontà di un primo cittadino che oltretutto non vive né a Venezia né a Mestre».


 

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